Atena: armi come ex voto per la Dea della Guerra

Scritto da , 23 novembre 2017

Presentata a Palazzo Sant’Agostino la tre giorni dedicata alle armi votive in esposizione dal 25 novembre presso il Museo Archeologico Nazionale di Paestum a conclusione dei la vori del convegno che prenderà il via stamane

Di OLGA CHIEFFI

 

Ricerca, comunicazione e valorizzazione delle scoperte e dei reperti, questo è il new deal, indovinatissimo di Gabriel Zuchtriegel, Direttore del Parco Archeologico di Paestum, che nella sala giunta di Palazzo Sant’Agostino ha presentato unitamente al rettore del nostro ateneo, Aurelio Tommasetti, al Direttore del Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università di Salerno Mariagiovanna Riitano, e del curatore del Convegno e della Mostra il prof. Fausto Longo (Università degli Studi di Salerno, Dispac), la tre giorni, dedicata alle armi votive della dea Athena, che si dividerà tra il Campus universitario di Salerno ove domattina verrà inaugurato un convegno internazionale “Si tratta di una tre giorni molto intensa che prenderà il via nell’Aula Magna del nostro Ateneo a partire da stamattina per concludersi il 25 novembre al Parco archeologico di Paestum – ha esordito il Rettore Tommasetti. Il Convegno e la Mostra rappresentano una nuova progettualità nata dalla cooperazione fattiva che abbiamo avviato da tempo con il Parco archeologico di Paestum, un sito culturale decisivo per il nostro territorio. Grazie alla collaborazione tra il Parco e i nostri docenti e ricercatori dell’area archeologica del Dipartimento di Scienze del Patrimonio culturale, stiamo lavorando in sinergia per valorizzare al meglio le eccellenze del territorio”. Nel corso del convegno saranno presentate le numerose armi del santuario settentrionale di Poseidonia-Paestum alcune delle quali si troveranno esposte, per la prima volta al pubblico, nella mostra “Le armi di Athena. Il Santuario settentrionale di Paestum” che si inaugurerà al mezzogiorno del 25 novembre presso il Museo Archeologico Nazionale di Paestum a conclusione dei lavori del convegno. “Le ricerche presentate nella mostra – commenta Gabriel Zuchtriegel – raccontano un pezzo importante della città antica, ma emergono anche nuovi interrogativi: perché il primo tempio fu distrutto da un incendio? C’è un rapporto tra questo evento e le vicende che portarono alla costruzione sull’agorà del cosiddetto Heroon – il cenotafio del fondatore di Poseidonia? E che ruolo giocavano, in quel periodo, i gruppi all’interno della comunità che stanno dietro le tombe del Tuffatore e delle Palmette? Presto anche nuovi scavi per trovare risposte”. Nuovi scavi poiché la valorizzazione dei reperti in forma così comunicativa, attraverso laboratori, incontri e nelle diverse forme multimediali e forse a breve, anche attraverso un fumetto, nonché eventi spettacolari, in particolare d’estate, porta a nuovi interrogativi, e a nuove risposte. La forma più solenne di “elevare”, a compimento di un voto o di un sacrificio di primizie, si aveva nei casi di guerre. Ricordiamo che Ettore promette di consacrare ad Apollo l’armatura dell’avversario, Odisseo offre in dono ad Atena mantello, arco e lancia di Dolone. In seguito, in tempo di guerra, verrà di regola “tolta” dal bottino una quota fissa per il dio e il bottino consiste soprattutto in armi, così tutti i santuari greci fanno sfoggio di armi, in particolare di scudi, vinte al nemico e lì dedicate. Dalle armi potremo risalire all’incendio del tempio di Atena, così come ad un probabile giuramento d’alleanza tra Sibariti e gli abitanti della nostra Poseidonia, grazie ad una tavoletta incisa e dedicata alla dea che gode delle armi, così come allo status degli offerenti che, in qualche caso donavano riproduzioni miniaturizzate, sia in bronzo che in terracotta, o ad altri motivi oltre quello della propiziazione strettamente bellica, che poteva essere riferito anche al passaggio all’età adulta ovvero a quella delle armi. “Il convegno internazionale e la mostra sono il felice risultato di una stretta collaborazione tra il Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale, il Museo Archeologico Nazionale di Paestum e il Römisch-Germanisches Zentralmuseum di Mainz con i quali l’Università di Salerno ha firmato convenzioni finalizzate sia alla mobilità di studenti e ricercatori sia alle attività di ricerca. Il nostro Ateneo ancora una volta si conferma molto attento alla promozione della ricerca, dal livello locale a quello globale” – ha concluso il Direttore DISPAC Mariagiovanna Riitano, dando appuntamento al campus di Fisciano.

 

Consiglia

Cronaca

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->