Asl Salerno: carenza di Personale, la denuncia della Uil

Scritto da , 17 agosto 2016

di Brigida Vicinanza

“Le vicende che si registrano in questi giorni in ordine alle difficoltà organizzative nei vari presidi dell’Asl Salerno fanno capire quanto sia delicato il momento che si sta vivendo e quanto importante sia la necessità di unire le forze, tra parte datoriale e sindacale, per cercare nuove vie che ci possano finalmente far uscire dalle sabbie mobili in cui siamo caduti”. Comincia così la nota del segretario provinciale UilFpl Biagio Tomasco, che mette in luce il grave problema della carenza di personale all’interno dell’Asl Salerno. “Un problema che abbraccia tutta la Provincia, compreso il Ruggi, che oggi si ritrova a fare i conti anche con i furbetti del cartellino. Una situazione insostenibile per i dipendenti che si sono ritrovati ad aver coperto tutte le ore di straordinario di un anno intero in soli 5 mesi”., ha sottolineato Tomasco. Dal 2008 ad oggi nessuna assunzione e nessun ricambio di personale tra pensionamenti e spesso anche tra i decessi. “Se non si fa una seria politica di reclutamento , molti reparti saranno costretti a chiudere e nella peggiore delle ipotesi anche molti plessi ospedalieri. Non siamo macchine, ma esseri umani e forse ci stanno chiedendo di diventare macchine, ma lavoriamo con altrettanti esseri umani e con la mole di lavoro che medici e Personale si ritrovano ad affrontare è difficile essere efficaci ed efficienti come deve essere”. La denuncia abbraccia tutta la Regione, secondo il segretario provinciale che ha continuato: “La rete di emergenza qui è inesistente. Ai pazienti bisognerebbe garantire anche il trasporto in altri centri specializzati, ma purtroppo con la carenza di Personale è difficile”. “Al pronto soccorso al Ruggi ad esempio la situazione va sempre più degenerando, ma non è nemmeno colpa dei dipendenti. Si sbaglia di più con una mole di lavoro e di ore così grande. Se i lavoratori non vengono messi in condizione di lavorare bene, è difficile pretendere la perfezione e a pagarne le spese sono purtroppo sempre i pazienti”. Tomasco conclude: “Riteniamo che non ci si possa fossilizzare sui sistemi del passato e che bisogni guardare oltre, dopo un’attenta analisi dell’esistente e il relativo ricollocamento del Personale nella sua area di appartenenza , per un miglioramento dei servizi”.

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