Asilo degli orrori: tensioni in udienza e in 6 a giudizio

Scritto da , 26 febbraio 2016

La scuola materna di Coperchia, frazione di Pellezzano, è stato ribattezzato l’asilo degli orrori. Dopo sei anni di inchiesta la vicenda arriva a dibattimento. Violenza sessuale di gruppo e pedopornografia. Accuse pesantissime per i sei imputati per i quali il Gup del Tribunale di Salerno ha disposto il rinvio a giudizio davanti ai giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Salerno. Nelle more è stata accolta la richiesta del avvocato Cecchino Cacciatore che aveva chiesto che  l’imputazione del Ministero della Pubblica Istruzione quale responsabile civile. Non sono mancati momenti di tensione ieri mattina, nel corso dell’udienza preliminare, con un fascicolo del voluminoso faldone di inchiesta risultato smarrito al momento della discussione. La documentazione rilevava altre telefonate tra gli imputati ed importanti elementi ai fini probatori per quanto concerne le accuse mosse nei confronti degli indagati.    Sono finiti a processo, su richiesta di Maria Cristina Giusti, due bidelli della materna A.A., arrestato ma scarcerato dopo soli 19 giorni dal Riesame, e A.L., ai due addetti alle pulizie L. D. e A.R., all’impiegato amministrativo P.A. e all’insegnante C.F. . La vicenda, dopo gli appelli dei genitori dei bambini coinvolti e le critiche nei confronti degli inquirenti per la lentezza delle indagini. Riavvolgendo il nastro la raccapricciante vicenda si sviluppa in una scuola materna della frazione Coperchia di Pellezzanio tra il 2008 e fino al dicembre del 2009. L’inchiesta, condotta dal pubblico ministero Maria Cristina Giusti, vedeva coinvolte sei persone accusate di abusi e violenza sessuale nei confronti di 17 minori. Agli indagati viene contestato anche il reato di pedopornografia. In particolare, pare, che gli indagati usassero violenza nei confronti dei bambini costringegoli a subire e a compiere atti sessuali contro la loro volontà, anche con l’uso di giocattoli sessuali e simulando giochi apparentemente innocui ma consistenti in atti sessuali. Inoltre, secondo l’accusa, sembra che gli indagati minaccciassero i minori di fare del male ai loro genitori nel caso in cui avessero raccontato agli stessi quanto avveniva alla scuola. Tra l’altro, sembra pure che gli indagati partecipassero alla realizzazione ed al commercio di filmettini e fotografie pedopornografiche realizzati proprio con molti dei bambini abusati e ciò al fine della diffusione e della divulgazione. Da rilevare che una delle vittime di queste particolari attenzione da tempo è impegnato in sedute terapeutiche presso uno psicologo per recuperare l’utilizzo della parole. La terapia seguita ha fatto registrare piccoli progressi ma il percorso di recupero è ancora lungo ed il ragazzino, e la sua famiglia, difficilmente dimenticheranno quanto accaduti in quei mesi laddove dovrebbero insegnare educazione ed aiutare i piccoli a relazionarsi con il prossimo. A giugno l’avviso di chiusura indagini. Dopo sei lunghi e tormentati anni, tra polemiche ed illazione, è arrivato il rinvio a giudizio. Gli imputati, tranne la maestra, sono accusati di violenza sessuale di gruppo e di pedopornografia. Il primo round davanti ai giudici, in composizione collegiale, del Tribunale di Salerno è fissato per il tre ottobre. Nel collegio difensivo gli avvocati, tra gli altri,  Michele Sarno, Domenico Fasano e Maurizio De Feo. I genitori dei bambini oggetto delle attenzioni sessuali si sono costituiti parte civile attraverso gli avvocati Simona Senatore e Cecchino Cacciatore.

Consiglia

Cronaca

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->