Asilo degli orrori, il dramma del bambino che fatica a ritrovare la parola

Scritto da , 22 settembre 2015
Attendono sviluppi i genitori dei bambini iscritti alla scuola materna di Coperchia finita agli onori della cronaca per gli “orrori” commessi da alcuni dipendente nei confronti dei piccoli. Al momento l’unica certezza è l’avviso di chiusura indagini per sei indagati per un’inchiesta, avviata dal pubblico ministero Maria Cristina Giusti, cinque anni fa in seguito alla denuncia di alcuni genitori. Presunte violenze sessuali di gruppo, pedopornografie, molestie di ogni genere. Una vicenda che ha profondamente colpito im residenti di Coperchia di Pellezzano e che sta condizionando, e non poco, la vita di alcuni ragazzini che faticano a riprendere dallo choc provocato da quegli orrori. Uno di questi da tempo è impegnato in sedute terapeutiche presso uno psicologo per recuperare l’utilizzo della parole. Il piccolo balbetta e non riesce ad esprimersi al meglio. La terapia seguita ha fatto registrare piccoli progressi ma il percorso sarà lungo ed il ragazzino, e la sua famiglia, difficilmente dimenticheranno quanto accaduti in quei mesi laddove dovrebbero insegnare educazione ed aiutare i piccoli a relazionarsi con il prossimo. Tutto ciò, secondo quanto denunciato dai genitori, a Coperchia non avveniva. Secondo indiscrizione entro la metà di ottobre dovrebbe arrivare la richiesta di rinvio a giudizio da parte del pubblico ministero Maria Cristina Giusti.
Rischiano di finire a processo ai due bidelli della materna A.A., arrestato ma scarcerato dopo soli 19 giorni dal Riesame, e A.G., ai due addetti alle pulizie L. D. e A.R., all’impiegato amministrativo P.A. e all’insegnante C.E. Tutti, tranne la maestra, sono accusati di violenza sessuale di gruppo e di pedopornografia per aver costretto i piccoli a subire vere e proprie violenze. L’incidente probatorio ha confermato l’ipotesi accusatorio. Ma il fascicolo a disposizione degli inquirenti sarebbe ancora più corposo. Elementi interessanti sarebbero emersi anche dalle intercettazioni telefoniche. Ora i genitori attendono concreti sviluppi.
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