Arechi Multiservice: tra Pica e Canfora è braccio di ferro

Scritto da , 24 luglio 2017

C’è grande fermento per il futuro dell’Arechi Multiservice. L’assemblea ordinaria e straordinaria, convocate per il 20 luglio sono state rinviate su richiesta della Provincia, unico socio, come sottolinea il presidente Donato Pica. In ballo c’è il futuro dell’azienda ma col passaredelle ore aumenta il brcaccio di ferro tra lo stesso Pica e Canfora. Il presidente della provincia vorrebbe un immediato segnale da Pica di farsi da parte, in modo da riorganizzare l’azienda secondo un piano di ristrutturazione e di rilancio su cui stanno lavorando i tecnici di Palazzo S. Agostino. L’idea di Canfora è di sistemare sulla poltrona un manager esperto di aziende: l’esborso finanziario è di notevole entità e Canfora crede nella stabilizzazione dell’azienda e dell’importanza dell’opera che svolge soprattutto per scuole e strade. Pica, che vorrebbe dedicarsi a tempo pieno alla sua attività di sindaco, sarebbe disposto a lasciare ma solo quando sarà fatta la ricapitalizzazione. Sono i tempi che non coincidono, anche perchè il nuovo piano prevederebbe un ulteriore taglio dei livelli alti, la soppressione della figura del direttore generale, oggi nelle mani del cirelliano Francesco Di Lorenzo e la salvaguardia dei posti di lavoro. Insomma Canfora vuole avere le mani libere. Pica, che ha acconsentito al rinvio, attende: con i pagamenti ricevuti ha pagato gli ultimi due stipendi, qualche creditore e l’Inps. “Ma se non si trova una soluzione strutturale si va avanti sempre in maniera precaria aggiuge Pica”. Ma ci sono due ostacoli da superare. Il primo riguarda il riconoscimento dei debiti fuori bilancio, per cui occorre una delibera del Consiglio provinciale. E anche qui non c’è accordo tra quanto reclamato dall’Arechi e la Provincia. Da palazzo S. Agostino hanno contestato la richiesta economica pretesa da Pica e che riguardano soprattutto lavori effettuate nelle scuole. E’ stata richiesta ulteriore documentazione, sono stati interpellati i presidi per verificare se effettivamente i lavori sono stati realizzati. Solo quando gli uffici dell’edilizia scolastica daranno il via livera si potrà procedere a portare tutto in consiglio. C’è poi la vera sostanza, la ricapitalizzazione che però passa, come prevede la legge Madia, attraverso la ristrutturazione aziendale. e come il gioco dell’oca si torna indietro, cioè al riconoscimento dei debiti fuori bilancio. Ci sono poi i crediti da saldare per il 2016 e parte del 2017. Insomma un’operazione che costa molti soldi e per un Ente a corto di liquidità è una bella gatta da pelare. L’idea di fondo però è quella di non metterla in liquidazione.Ma è una lotta contro il tempo e dalla Provincia fanno sapere che il cambio di presidenza potrebbe rendere tutto più agevole, considerando anche gli impegni di Pica come primo cittadino. Anche perchè -fanno sapere dalla Provincia che la società non riesce a mantenere i conti a posto per quelle che sono le entrate e pesano come un macigno i debiti con fornitori e gli enti previdenziali. Per questo si lavora per salvare azienda e posti di lavoro ma c’è bisogno di un passo indietro di tutti per addivenire ad una soluzione strutturale della cicenda.

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