Arechi Multiservice, riassunti due dipendenti della società

Scritto da , 23 settembre 2017

Ripristino del rapporto di lavoro da parte dell’Arechi multiservice, in favore di due ex dipendenti. E’ stato il giudice del lavoro del Tribunale di Salerno, Caterina Petrosino, a disporre – con la sentenza dello scorso 13 settembre – a stabilire, accogliendo parzialmente il ricorso presentato nel 2015, il ripristino del rapporto lavorativo tra la partecipata della Provincia di Salerno e gli ex dipendenti Marcello Torrusio e Giuseppe Carlo Francesco Zito. In base alla pronuncia del magistrato, è stata dichiarata “la sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato con decorrenza dalla data di scadenza del termine di 36 mesi relativo ai contratti”. Circostanza, questa, che ha indotto la giudice Petrosino a condannare l’Arechi multiservice tanto al ripristino del rapporto di lavoro quanto al risarcimento del danno, nella misura pari a cinque mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto spettante. I due operai, in servizio – negli anni scorsi – presso la società che si occupa della manutenzione delle strade e delle scuole di proprietà della Provincia di Salerno, torneranno, così, al loro posto. La stessa sorte, però, non è toccata ai loro colleghi: era il 31 dicembre 2014 e 24 lavoratori si incatenarono all’ingresso di Palazzo Sant’Agostino, dove era in corso di svolgimento il Consiglio provinciale. Si trattava di operai con contratti a tempo determinato, in scadenza il primo gennaio 2015, che avevano – al contempo – maturato i requisiti per passare a rapporti di lavoro a tempo indeterminato. Il risultato, di quella e di altre giornate di protesta, fu uno solo: non si passò né al contratto a tempo indeterminato né furono rinnovati i rapporti di lavoro a tempo. Una situazione che venne a crearsi a causa dei “colori politici” differenti dell’amministrazione provinciale – all’epoca passata da poco nelle mani di Giuseppe Canfora – e il management della società “in house” della Provincia, guidata da Marcello Feola. Un braccio di ferro istituzionale in cui, a farne le spese, furono i lavoratori.

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