Arciuolo: “Non è possibile tracciare un bilancio sul commercio, non vi sono dati certi”

Scritto da , 2 Agosto 2020
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«Non è possibile ancora tracciare un bilancio sul settore commerciale a Salerno e provincia, perché non vi sono dati certi. Sappiamo che per il settore alberghiero il Cilento sta andando bene, la Costiera Amalfitana invece è ancora un po’ in affanno. Ma come dicevo non sono dati certi». Così Mario Arciuolo, fa un primo punto sul commercio a Salerno e provincia a quasi tre mesi dalla riapertura dopo il lockdown che tanti danni ha provocato al settore…. «In Campania i saldi sono partiti con largo anticipo rispetto alle altre regioni d’Italia, ma questo non credo che abbiamo risollevato molto il settore, che vive ancora in grande affanno. A differenza degli anni addietro non vi è stata la corsa all’affare. I saldi non hanno dunque, provocato quell’incremento di vendita che tutti speravano. Ovviamente noi come associazione di categoria, insieme con la Camera di Commercio e la Regione Campania stiamo proseguendo nella campagna pubblicitaria che punta ad attirare visitatori nella nostra zona. Ma la situazione non è facile». In una recente intervista l’assessore Loffredo ha detto che questa pandemia ha fatto riscoprire i negozi di vicinato, ma che però molti di questi commercianti devono modificare i loro metodi di vendita. Lei crede che abbia ragione? «Sicuramente questa pandemia ha dato una nuova spinta al negozio di vicinato. Molte persone preferiscono andare nei piccoli negozi, piuttosto che in grandi centri, perché si sento più protetti e sicuri. Questa ovviamente è una cosa che ci fa molto piacere, perché il commercio nasce con il negozio di vicinato e senza di questo non sarebbe più la stessa cosa. Concordo con l’assessore Loffredo, i commercianti dovrebbero adeguarsi, però, ai tempi che stiamo vivendo. Noi abbiamo aderito a questa piattaforma digitale promossa dal Comune di Salerno. Credo che possa essere una buona spinta per tante piccole attività, anzì mi auguro che di piattaforme e-commerce come queste ne possano nasce altre». Crede che serviranno dei corsi per istruire i commercianti poco pratici del settore e-commerce? «Certamente, infatti da settembre, presso la sede della nostra associazione in via Poseidonia, partiranno dei corsi ad hoc per i commercianti, proprio per spiegar loro come funziona l’e-commerce e per mettere tutti loro in condizioni di poterlo utilizzare. So che anche altri stanno preparando corsi come il nostro e questo è un buon segnale». Come giudica le sanzioni di 1000 euro per i commercianti che non indossano la mascherina o non la fanno indossare ai propri clienti? «Credo che sia una sanzione eccessiva. I controlli devono essere fatti, su questo non ci piove, non dobbiamo abbassare la guardia, altrimenti rischiamo grosso. Però non credo che sia giusto punire un commerciante se un cliente non vuole indossare la mascherina. Si dovrebbe punire solo il cliente. E comunque non con sanzioni così elevate. 1000 euro sono davvero tanti, non credo che sia la strada giusta». E in merito alla presentazione della carta d’indentità quando si entra in un ristorante? «Giusto. Credo che il Governatore abbia ragione. E’ assurdo che una persona vada al ristorante e dia il nome e il cognome falso. Non è concepibile. A questo punto che si dia al gestore la carta d’identità così da verificare le generalità dei clienti ed evitare situazioni che mettano a rischio la salute di tante persone ». Non crede che questo possa spingere le persone a non andare a pranzo o a cena nei ristoranti? «Le persone devono capire che stiamo vivendo un periodo unico. Nessuno si aspettava questa pandemia, nessuno poteva immaginare che l’Italia si sarebbe fermata per tre mesi e che ancora adesso sta pagando per un virus che purtroppo ha un alto tasso di mortalità. Il Covid-19 non è stato sconfitto e non lo sarà fino a quando non sarà trovato un vaccino. Tutti dobbiamo capire che non possiamo vivere come prima. Che se vogliamo andare avanti ed evitare il peggio dobbiamo accettare le nuove regole. Si tratta di piccoli sacrifici che in fondo non costano molto, ma che possono salvarci la vita».

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