Arbitri, la Salernitana vede nero

Scritto da , 8 gennaio 2015
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di Fabio Setta

SALERNO. “Non ci faremo sentire in Lega, perché le immagini sono lì, se ne accorgeranno da soli di quanto successo a Caserta”. La dichiarazione rilasciata a caldo dal dg della Salernitana, Angelo Fabiani, nel post partita di Caserta esclude rimostranze ufficiali da parte del club granata in Lega per la questione arbitraggi. A muoversi, però, in prima persona è stato il patron Claudio Lotito che muovendo i giusti canali ha chiesto non un attenzione particolare ma il rispetto dovuto a qualsiasi squadra che partecipa al campionato. Si dice che errori e aiutini nell’arco di un campionato si compensano, così come gli episodi fortunati e sfortunati. Ma fin qui, ora che siamo arrivati al termine del girone d’andata, dal punto di vista delle direzioni arbitrali la Salernitana è in credito. Nessun vittimismo, ma sebbene abbia chiuso a quaranta punti in testa insieme al Benevento, la squadra granata in diverse occasioni non è stata molto “fortunata” con le decisioni delle giacchette, una volta nere e ora multicolore. Sono, infatti, diversi gli episodi contestati in queste prime diciannove giornate e che sono ben impressi anche nella memoria del dg Fabiani. Anche in gare vinte come ad esempio a Lamezia quando sul risultato di 0-0 non fu concesso dal signor Caso di Verona un rigore apparso netto ai più per fallo su Nalini. Ma, forse ancor più clamoroso, è il rigore non concesso per fallo su Calil nel match contro il Melfi. Al 50’ su cross di Nalini, il capocannoniere granata è pronto ad appoggiare la palla in rete sotto la curva sud ma viene fermato in modo, magari poco evidente, ma falloso da un avversario. Per il signor Giua di Pisa non c’è rigore e il match si chiude sullo 0-0 anche grazie a diversi miracoli di Ghigo Gori. Anche in occasione della trasferta di Foggia la squadra granata può recriminare. Infatti, sotto di un gol, il Foggia avrebbe meritato di restare in dieci per la doppia ammonizione di Cavallaro. L’ex Nocerina, già ammonito, colpisce volontariamente il pallone con la mano ma Paolini di Ascoli Piceno chiude un occhio e il Foggia in pieno recupero pareggia con Iemmello. Anche contro il Lecce, all’Arechi, granata poco fortunati. L’azione del rigore concesso ai salentini nasce da un fallo non fischiato su Volpe, come forti dubbi ci sono sul terzo gol, molto probabilmente viziato da fuorigioco ma convalidato dall’arbitro Valerio Marini della sezione di Roma 1. E infine a chiudere il girone d’andata il capolavoro del Pinto griffato dal signor Giovani di Grosseto. Nel corso dell’ultimo minuto di recupero un intervento, sicuramente ingenuo ma non falloso di Tuia sull’attaccante della Casertana Diakitè, decide il derby brutto ed equilibrato del Pinto per la decisione dell’arbitro di cocnedere il rigore ai padroni di casa. Ma tra le altre decisioni su cui la Salernitana dovrebbe riflettere e che non sono certo sfuggite ad un dg esperto come Fabiani, sono quelle relative alle puntuali ammonizioni dei giocatori diffidati. Soprattutto nell’ultimo periodo si è verificata questa coincidenza. A Caserta sono mancati Pestrin e Colombo e a Cosenza mancherà Lanzaro, l’unico diffidato della Salernitana e puntualmente ammonito. Il secondo diffidato era Perrulli, ma essendo arrivato da poco dalla Lupa Roma, magari chi di dovere non era al corrente del suo status di diffidato.

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