Apu: «Ritardi della Regione non nostri»

Scritto da , 13 Dicembre 2018
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di Redazione Cronache

Servalli schernisce i “Cavesi a 5 Stelle” sulla vicenda che coinvolga i lavoratori Apu, intanto gli stipendi ancora non arrivano. «Mettendo insieme due bugie si è fatta propaganda, classica di un certo movimento, in maniera veramente indecente». Queste le parole del primo cittadino Vincenzo Servalli nei riguardi di una delle frange pentastellate metelliane, “ Cavesi a 5 Stelle” che nel corso delle ultime settimane si era fatta carico delle problematiche inerenti i lavorati Apu, ottantaquattro che prestano servizio nelle scuole della valle metelliana e sono a disposizione del Comune per lavori di manutenzione. I lavoratori che non percepiscono lo stipendio da agosto, per una cifra mensile Nome Cognome L’EVENTO di 580 euro, ad oggi ancora devono ricevere le mensilità arretrate anche se nelle ultime ore sta cirolando la notizia di un’erogazione che però ai più non è arrivata. «E’ evidente – spiega il sindaco ai microfoni di RtC4Rete – che il ritardo dell’erogazione dei fondi dalla regione Campania, determina un ritardo nei pagamenti da parte del Comune». Come il spiega il primo cittadino, effettivamente il Comune ha sollecitato la regione Campania per l’erogazione dei fondi ed assicura che alcuni mandati sono stati effettuati ed a giorni sicuramente verranno effettuati i pagamenti. Servalli poi si sofferma su un altro punto della recriminatoria a cinque stelle, ovvero la correlazione tra i mancati pagamenti per i dipendenti assunti a tempo determinato – che adesso spingono per un allungamento dei tempi del progetto – ed i compensi per i dirigenti del Comune metelliano: «Mettere in correlazione i mancati pagamenti e gli stipendi dei dirigenti è un modo veramente di pescare nel torbido. I dirigenti non arrivano alle somme dette dai 5 stelle oltre i due milioni di euro – e sono regolati dal contratto nazionale, e tantomeno i compensi della politica arrivano a quelle somme. Un modo squallido di fare politica che ha agitato le anime peggiori che vivono sui social. E’ un modo scandaloso di fare politica, che rimando indietro a questi soggetti capeggiati da Mario Farano.

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