Appello finale, Antonio Cammarota: «Comune trasparente e clausola sociale»

Scritto da , 1 giugno 2016
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Antonio Cammarota, da sempre impegnato tra i cittadini salernitani. L’avvocato salernitano scende in campo con due liste civiche. Pochi giorni e si chiude la campagna elettorale, un bilancio di quest’ultimo mese… «Alla fine di questa campagna elettorale ci ritroviamo davanti ad un bilancio esaltante, una grande partecipazione, consapevoli che le più grandi manifestazioni per “convincere” i salernitani sono state le nostre, nelle quali non solo abbiamo presentato il futuro della città di Salerno ma abbiamo anche raccontato il passato e ciò che abbiamo costruito in 10 anni di attivismo fronte-strada, con la partecipazione e con l’incontro con le categorie produttive e con i cittadini stessi». Se eletto quale sarà il programma dei primi cento giorni? «Innanzitutto la clausola sociale. E poi il marchio “luci d’artista”, presente tra i punti principali del nostro programma e in più l’introduzione di un’assoluta trasparenza con la diretta televisiva di tutto ciò che accade in consiglio comunale e anche delle gare d’appalto dei bandi pubblici». Un primo atto da compiere che Le sta particolarmente a cuore? «Il primo atto da compiere, che è quello che mi sta particolarmente a cuore, è sicuramente la clausola sociale. Chi viene a far moneta nel nostro territorio, deve dare lavoro a chi è del territorio». Immagina già una possibile giunta? «La giunta sarà composta da tecnici e da esperti che ogni mese dovrà avere un incontro con i cittadini. Sarà una giunta partecipata attraverso le circoscrizioni che dovranno avere potere consultivo e decisionale e partecipativo. Massima trasparenza e partecipazione». Ultimo appello al voto… «L’unico appello che faccio è quello di andare a votare liberamente. Non bisogna temere il controllo militare del voto, non bisogna lasciare che l’arroganza del potere imponga con il controllo clientelare del voto la distruzione della libertà, della partecipazione e di conseguenza demolisca la democrazia».

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