Appalto pulizie Unisa, i lavoratori: «Abbiamo perso i contributi accumulati negli anni»

Scritto da , 6 ottobre 2016
unisa

di Brigida Vicinanza

Tiene ancora banco la questione dei dipendenti che si occupano della pulizia all’interno dell’ateneo salernitano. Il bando è stato indetto con il criterio dell’offerta economica più vantaggiosa ed è stato vinto invece dall’impresa che ha fatto l’offerta economica più bassa. I dipendenti hanno infatti firmato un contratto “pirata”, con la decurtazione delle ore di lavoro e di conseguenza dello stipendio. I lavoratori dopo essersi riuniti più volte in assemblea, hanno chiesto un incontro al dirigente Attilio Bianchi e al rettore Aurelio Tommasetti. Appuntamento a dopo le vacanze estive e ieri mattina una delegazioni di lavoratori, stanchi di attendere la convocazione, hanno bussato alla porta. “Siamo disperati, abbiamo visto il nostro stipendio scendere da 800 euro circa a 350 euro” – ha dichiarato Tonino Viviani, portavoce dei dipendenti – “la sensazione è che la società che ha preso l’appalto sia stato creato ad hoc per il bando e che l’abbia poi ovviamente vinto. Abbiamo perso circa il 45% sulla busta paga, con ore in meno che non ci permettono nemmeno di assicurare la qualità del nostro lavoro”. Poi Viviani ha continuato: “Siamo 156 dipendenti che da anni prestano servizio all’Unisa. E ora con questo contratto è come se fossimo in prova, quindi abbiamo anche perso tutti i contributi accumulati negli anni. Sappiamo che l’ispettorato del lavoro ha anche provveduto a sanzionare questa società per il contratto anomalo che ci hanno fatto firmare senza farcene prendere visione in maniera corretta. I disagi sono tanti. Ad esempio una nostra collega si è vista respingere un finanziamento, a metà pratica avviata”. Tommasetti pare non essere a conoscenza di tutta la questione e per questo i dipendenti volevano incontrarlo per esporgli tutte le problematiche a cui ora sono sottoposti: “Per quanto riguarda le ore poi dopo essere diminuite, ora pare vogliano darci delle ore aggiuntive, il che risulterebbe contraddittorio e non coerente con il contratto stipulato”, ha sottolineato Viviani, che ha concluso: “Perché non aggiungere le ore da contratto? Ora viviamo un disagio, in quanto non riusciamo nemmeno a prendere i contributi per intero. Speriamo in un incontro con il Rettore al più presto, per chiarire la situazione sia per noi che per le nostre famiglie”.

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