Appalto a Buongiorno Italia: la Dia bussa a Palazzo di Città

Scritto da , 28 Dicembre 2016
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di Andrea Pellegrino

Finisce sotto la lente d’ingrandimento della Dia l’appalto dei mercatini di Buongiorno Italia. Ieri mattina gli agenti della Direzione investigativa antimafia hanno fatto visita al settore attività produttive del Comune di Salerno acquisendo tutti gli atti relativi all’appalto affidato a Buongiorno Italia Srl. A partire dal certificato antimafia della società che ha sede a Torino, fino a tutti gli atti amministrativi. Da tre anni la società allestisce gli stand durante il periodo di Luci d’Artista. Quest’anno, per la prima volta, l’appalto è stato vinto attraverso un bando di gara, contrariamente alle precedenti edizioni dove si è proceduto attraverso un affidamento diretto, più volte contestato da opposizioni ed operatori del settore. E nelle mani della Dia è finita anche la determina a firma di Alberto Di Lorenzo che ieri ha revocato l’aggiudica a Buongiorno Italia srl, portando poi all’avvio della chiusura degli stand e alle successive polemiche che hanno caratterizzato la giornata di ieri pomeriggio. La revoca, secondo l’atto amministrativo, è scattata per l’assenza di pagamento della Tosap, il mancato completamento dei mercatini (nella zona di lungomare Marconi) ed il mancato deposito della Scia sanitaria. Da qui la pubblicazione dell’atto ed il successivo ordine partito per i vigili urbani (pare che sia stato lo stesso sindaco Napoli a convocare i vertici della polizia locale ad ora di pranzo) di procedere alla sospensione di tutte le attività, partendo dall’area della villa Comunale. Qui già nel pomeriggio sono stati notificati circa 25 atti, non senza alcune resistenze da parte degli operatori e dei rispettivi legali (che hanno esibito i loro pagamenti e le autorizzazioni), con conseguente ordine di chiusura delle attività. Oggi si continuerà nelle altre zone. A tutti è stato concesso il tempo necessario per sgomberare le casette di legno. Secondo quanto si legge dalla revoca, Buongiorno Italia era stata già diffidata il 20 dicembre ad ottemperare al pagamento dell’occupazione di suolo pubblico, al completamento del progetto e alla comunicazione dei mercatini e dei rispettivi gestori. Diffida che sarebbe stata disattesa, almeno secondo il dirigente del settore attività produttive che ieri ha proceduto alla revoca dell’appalto. Dalla società probabilmente solo oggi arriveranno le dichiarazioni ufficiali. Il legale rappresentante – che rischierebbe anche una denuncia penale per occupazione abusiva di suolo pubblico – è giunto ieri sera da Torino e questa mattina potrebbe chiarire alcuni aspetti dalla vicenda. Sullo sfondo si intravede un enorme contenzioso che potrebbe aprirsi con i gestori delle bancarelle che a detta loro hanno ottemperato alle condizioni contrattuali. Compreso il pagamento anticipato. C’è chi ha sborsato fino a 6 mila euro per l’affitto di uno stand nella zona della Villa Comunale. Tutto certificato attraverso assegni che gli stessi commercianti hanno mostrato anche ai vigili urbani durante l’operazione di ieri pomeriggio. Ora sono, dunque, pronti a rivalersi nei confronti della società torinese. Nel mentre c’è chi pensa di impugnare il provvedimento emesso dal comune ed eseguito dai caschi bianchi. Alla base mancherebbe un vero e proprio atto di sequestro: i vigili, infatti, si sono limitati a notificare la determina di Di Lorenzo. Non si esclude, comunque, che la visita della Dia a Palazzo di Città, abbia fatto accelerare una procedura che comunque era nell’aria fin dalla prima diffida partita dagli uffici comunali. Inoltre anche a Torino i mercatini di Natale sono finiti al centro di una inchiesta della Procura. Anche in questo caso Buongiorno Italia è tra le società che organizzano il “Villaggio di Santa Claus”. Ad inizio di dicembre (racconta La Stampa) la Procura ha recepito un esposto del senatore Stefano Esposito del Partito democratico. Finiscono così, sotto gli occhi increduli dei turisti che ieri pomeriggio hanno affollano le strade cittadine per le Luci d’Artista, i mercatini di Natale che fino a ieri erano considerati un ulteriore simbolo della città di Vincenzo De Luca. Per l’assessore Dario Loffredo: “La revoca è un atto dovuto”. “Quando abbiamo deciso di fare una bando dei mercatini di Natale – afferma Loffredo – era per favorire la partecipazione di tutti, migliorare la qualità dell’offerta ma soprattutto perché la mia idea concordata con il sindaco Enzo Napoli, era quella di creare i mercatini di Natale non solo al centro della città, ma anche nelle zone periferiche, per una Salerno multicentrica. Abbiamo inaugurato i mercatini l’8 dicembre e lì dopo l’aggiudica e dopo vari giorni notiamo che i mercatini non erano mai stati completati e posizionati nella zona orientale, quella del Lungomare Marconi. Più volte – prosegue l’assessore – per vie brevi abbiamo chiesto spiegazioni, alle quali ci hanno risposto che gli stand sarebbero stati montati di lì a poco. Facendo degli approfondimenti amministrativi abbiamo visto che non era stata nemmeno pagata l’occupazione di suolo pubblico né presentata la lista di tutti gli operatori commerciali con relativa Scia sanitaria per ognuno. Questo ha fatto sì, che il dirigente ha ben pensato di revocare l’aggiudica. Il giorno 20 dicembre abbiamo diffidato entro due giorni a presentare l’occupazione di suolo pubblico e a montare ad horas a via Marconi e niente è stato ottemperato. Il bando di gara dava dei punteggi per primo, secondo e terzo classificato – continua Loffredo – tra i punteggi maggiori c’era quello dato alle società che coprivano più spazi cittadini. Buongiorno Italia ha vinto il bando di gara in quanto doveva coprire da progetto 7 zone, tra cui quella orientale. La seconda classificata distanziava di soli 4 punti, e questo avrebbe potuto creare un ribaltamento. Ritengo che così come abbiamo voluto un bando di gara, oggi bisogna ribadire un concetto a Salerno, quello della legalità. Così come abbiamo fatto con le occupazioni di suolo pubblico in generale, dove abbiamo ripristinato la legalità senza sconti a nessuno, così dobbiamo usare lo stesso parametro con tutti. Noi dobbiamo tutelare i gestori di qualità”.

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