Appalti in provincia: prescritto il reato della corruzione

Scritto da , 19 aprile 2017

Pina ferro

Appalti in Provincia: nessuna prescrizione per il reato di associazione. Stralciato e dichiarato prescritto il reato di corruzione. La riserva è stata sciolta ieri dai giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Salerno. La prescrizione per il reato di corruzione è stata decretata in quanto l’ultimo episodio in merito risale al 25 luglio del 2007 così come è stato precisato in aula anche dal Pubblico Ministero Franceso Rotondo. Per l’accusa di associazione, invece, il presidente del collegio giudicante ha sottolineato che “non si configurerebbero gli estremi per un analoga interpretazione dell’accusa”. Insomma non essendovi stata una rimodulazione dell’arco temmpo- rale da parte del Pubblico ministero, le date di riferimento restano fissate al 2012.

Dunque, alla luce della decisone della Corte, nella prossima udienza di maggio il dibattimento proseguirà solo per il reato associativo a carico degli imputati. Nella prossima udienza, sarà de- ciso anche in merito ai sequestri di beni. L’inchiesta prese il via nel 2007, ed evidenziò la presenza di un’organizzazione costituita da imprenditori e funzionari pubblici che manipolavano le gare a discapito dell’amministrazione provinciale. L’organizzazione si aggiudicava sistematicamente gli appalti indetti dall’amministrazione di Palazzo Sant’Agostino. Due i livelli dell’organizzazione: il primo faceva capo a a Gennaro e Giovanni Citarella,il secondo era composto da imprese satellite. Le imprese partecipavano alle gare attraverso il sistema delle cordate le cui offerte, determinate a tavolino, la percentuale di ribasso che in alcuni casi arrivava anche al 40% della base d’asta. Percentuale che ovviamente in seguito veniva colmata attraverso l’impiego di mate- riali scadenti ma valutati idonei in sede di collaudo da tecnici com- piacenti. Nel dettaglio, corrompendo alcuni tecnici della Provincia assegnati all’ufficio gare o alcuni direttori dei laoririusci- vano a spartirsi le gare d’appalto attraverso una serie di illeciti. Con il passare del tempo l’organizzazione è cresciuta passando da 64 società nel 205, a 165 nell’anno successivo.

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