Antonio Nobile, Paganini e Tango

Scritto da , 5 agosto 2016

Questa sera, alle ore 20,30 il violinista in duo con la pianista Martina Aquino si esibirà nella chiesa di San Matteo in Albanella

 Di OLGA CHIEFFI

 Note classiche d’estate questa sera, alle ore 20,30, nella Chiesa di San Matteo di Albanella, un evento promosso dall’Associazione Culturale Pentart…e, con il patrocinio dell’amministrazione comunale e l’Accademia Federico II di Svevia. Riflettori accesi su due giovani strumentisti la pianista Martina Aquino e il violinista Antonio Nobile. Il programma sarà equamente diviso tra i due solisti che si rincontreranno nella seconda parte della serata. Il recital principierà con El puerto da Iberia di Isaac Albeniz che descrive il piccolo porto di Santa Maria, vicino Cadice, con i suoi passi di danza e le grida dei pescatori, con armonia fondata su scale modali alternative rispetto al maggiore e al minore, sia all’uso coloristico dell’accordo, sia dal brusco accostamento di tonalità lontane fra di loro, ma senza essere influenzato dalle grandi novità di inizio secolo. Il Notturno op.9, n° 3 di Fryderyk Chopin, cromatico e nostalgico, prima di proseguirà con la Sonata op.90 n°27 di Ludwig van Beethoven, composta nel 1814, il momento più critico della produzione di Beethoven, prima della svolta verso la fase conclusiva del suo stile. È tutta basata su un contrasto semplicissimo, che lo stesso autore descriveva come quello fra testa (che intona categoricamente, kantianamente, ciò che si deve fare) e cuore (che lo ripete addolcendolo e forse già indulgendo in qualche cedimento). Il violino di Antonio Nobile entrerà in scena sul XX capriccio di Niccolò Paganini, pastorale in cui il violino risuona una sorta di zampogna natalizia, prima di riunirsi alla tastiera di Martina Aquino per l’esecuzione dell’Intermezzo della Cavalleria Rusticana, che ben si espande rinforzando ondeggiando, come il vento e gli stessi sentimenti umani, fluttuando per i loro ciechi labirinti. Antonio Nobile, si cimenterà, quindi con il primo dei cinque movimenti della Symphonie Espagnole di Edouard Lalo, dedicata a Pablo De Sarasate. La Spagna, con i suoi colori vivaci, il suo folklore spettacolare e la sua musica sensuale e ritmicamente avvincente è stata per i compositori francesi dell’Ottocento e del Novecento un richiamo irresistibile. Questa è certamente la pagina più nota ed eseguita, di Lalo e che coniuga l’immediatezza degli spunti melodici con le suggestioni della “caliente” Spagna attraverso una scrittura tesa a mettere in luce le capacità del solista. Finale interamente dedicato ad Astor Piazzolla, a cominciare dalla sua Ave Maria in realtà il brano “Tanti anni prima”, tratto dalla colonna sonora del film “Enrico IV” di Marco Bellocchio, un’ elegia d’infinita espressività, passando per i preziosismi di Milonga de la Annunciation, non mancherà Libertango, attraverso cui ricorderemo le “Lezioni di tango” di Potter, con il suo moto tutto barocco di tensione e distensione esteso sia alla minima frase che all’intera composizione, per sottolineare quei momenti regolarmente ed emozionalmente in bilico – dato caratterizzante della musica argentina – fra un lirismo allentato e dolente, talora fino alla rarefazione, e picchi di alta drammaticità e forza penetrativa, e “Oblivion”, dolcissimo, struggente, in cui il ritmo serrato della danza lascia spazio ad una melodia lirica e introspettiva, con cui ritorneremo ad Astor Piazzolla, stavolta compositore della colonna sonora del film “Enrico IV” di Marco Bellocchio.

 

 

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