Antonacchio (Cisl): «Situazione critica al Ruggi»

Scritto da , 25 agosto 2014
image_pdfimage_print

Chiusura dei reparti, carenza del personale, diritti assistenziali non garantiti. Queste sono le caratteristiche che accomunano, ormai, tutte le aziende ospedaliere della nostra provincia. Prima l’eventuale chiusura del day hospital oncologico del “Da Procida”, poi il rischio di perdere al “Ruggi” i reparti di odontoiatria legato alle malattie infettive, di senologia e di dermatologia. Per non parlare di un pronto soccorso che sta letteralmente esplodendo per mancanza di personale medico e paramedico. Questa, infatti, sembra essere la “causa madre” di tutti i problemi. Gli altri ospedali, per mancanza appunto di “addetti ai lavori”, devono necessariamente chiudere reparto dopo reparto, e da qui nasce il sovraffollamento del “Ruggi”. Da mesi, ormai, cresce quotidianamente l’utenza che si rivolge al “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” per ricevere assistenza medica, con l’unico risultato di allungare i tempi di ricovero. Si parla di ore ed ore di attesa per essere ricoverati o anche solo per essere visitati. L’ospedale, quindi, è al collasso, essendo costretto a farsi carico della traumatologia dell’intera provincia. I posti non bastano per accogliere tutti i pazienti delle altre strutture e quindi, se non si assumerà nuovo personale, sarà veramente difficile rispondere a questa emergenza. Questo è l’allarme della Cgil, che spera che la situazione possa tornare alla normalità già da settembre. Ma il segretario generale della Cisl funzione pubblica di Salerno, Pietro Antonacchio, pone l’attenzione su tutta l’amministrazione: «Oggi è il Da Procida, domani è il Ruggi. Le mancate assunzioni, i turnover non rispettati, gli sprechi, tutto contribuisce a non garantire i giusti livelli assistenziali ma questo discorso, purtroppo, vale per tutti gli ospedali e tutti i reparti della nostra provincia». Dalila Pergamo

Consiglia

Cronaca

Attualità

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->