Anita Galdieri, 21 anni e un grande amore per il jazz

Scritto da , 13 Ottobre 2021
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di Vincenzo Leone

Anita Galdieri, è una giovane cantante salernitana. La sua voce è calda ed espressiva. Ascoltandola, si capisce che ha tanto da raccontare. Il jazz è la sua grammatica. “Mi chiamo Anita, ho 21 anni e sono salernitana. Sono nata in una famiglia di musicisti. Mia madre, Mariapia Del Giorno, è una cantante professionista che canta da sempre e mio padre, Maurizio Galdieri, un polistrumentista. La musica è sempre stata nelle mie corde, l’ho sempre vissuta e respirata. I miei genitori non mi hanno mai pressato, anzi, il mio avvicinamento alla musica è stato molto graduale e soprattutto accompagnato da una costante e forte ricerca a livello personale. Quando avevo 6 anni, ho intrapreso un viaggio nel coro della scuola e successivamente a 14 anni, è iniziato il mio percorso nel coro delle voci bianche del teatro verdi di Salerno. Questo periodo rappresenta i miei primi passi nel mondo del lavoro artistico vero e proprio. Ho partecipato a diverse opere liriche in cartellone e provare all’interno del teatro alla presenza di direttori illustri, è stata un’emozione unica. Ricordo la Carmen, diretta da Gigi Proietti. Una volta finite le medie, mi sono interessata maggiormente al jazz, ed essendo entrambi i miei genitori jazzisti, ho iniziato ad ascoltare e ad approfondire il genere ampliando il mio linguaggio. Avendo praticato pianoforte antecedentemente, ho deciso di frequentare il liceo musicale Alfano 1 di Salerno, studiando canto per cinque anni e facendo parte del jazz ensemble, avendo così la possibilità di maturare esperienza sul palcoscenico e nel live, girando per l’Italia e non solo. Questa è stata una grande opportunità che mi ha dato la possibilità di avvicinarmi al canto lirico e classico, ma il mio cuore, appartiene al jazz. Negli anni passati ho partecipato a diversi eventi e questi stimoli continui mi hanno spinto ad iscrivermi al conservatorio, continuando a partecipare a diversi concorsi e manifestazioni, arrivando in finale, il primo maggio, al premio Bettinardi. A luglio mi sono laureata, terminando la triennale di canto jazz con 110, e al momento attendo di iniziare il biennio. Ho un gruppo, i Golden Zebra, che ha lanciato il primo singolo, Aria. Questo è stato possibile grazie alla collaborazione con l’associazione Musica Attiva. Partecipando al social recording studio nel 2021, abbiamo avuto la possibilità di poter registrare il brano ed il video. In un futuro c’è l’idea di pubblicare un disco e di continuare a scrivere assieme. Attualmente sono insegnante di canto al B Side Music, Di Antes Aliberti. L’insegnamento è un’altra mia grande passione, tramandata da mia mamma” Cosa ne pensi della situazione artistica salernitana? “Partendo dai lati positivi, la prima cosa da dire è che a Salerno, abbiamo una grande fortuna, Quella di avere tantissimi musicisti e artisti di qualsiasi genere. Facendo parte dell’ambiente jazzistico, posso confermare che il nostro territorio pullula di talenti e possiamo esserne orgogliosi. Nel contempo, credo che si debbano ricercare più connessioni e reti tra gli artisti salernitani. Una caratteristica ricorrente negli artisti, è quella della competizione, data anche dalle grandi difficoltà del momento. Essere artista e renderlo un lavoro è dura, ma creando delle connessioni si potrebbe trovare un modo per far muovere finalmente qualcosa, perché esiste un numero importante di ragazzi salernitani che potrebbe dare un enorme contributo artistico alla città. Io mi auguro, adesso e sempre, di non dimenticare mai il valore profondo della musica e dell’arte, che è quello di rendere migliore l’essere umano e di conseguenza il mondo. Questo concetto viene spesso perso di vista e mi auguro di non farlo mai.”

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