Angelo Grimaldi: “Ricchezza geotermica solo nel Sud”

di Angelo Grimaldi*

La geotermia può diventare una grande opportunità per l’economia meridionale. Perché a livello mondiale ha una potenzialità di sviluppo pari a circa tre volte quella del solare e a dieci volte quella dell’eolico. Inoltre, può offrire, diversamente dalle altre fonti rinnovabili, una produzione continua e costante e una elevata versatilità di dimensione di impianto; gli investimenti in energia geotermica hanno un ritorno in 5 anni; è l’unica fonte energetica presente in Italia in quantità molto maggiore degli altri paesi europei, eccetto l’Islanda. Ed infine la maggior parte delle tecnologie necessarie per produrla sono made in Italy. Attualmente in Italia è sfruttata solo in Toscana, con 33 impianti tra Pisa, Siena e Grosseto. La Campania è la regione col maggior potenziale geotermico nazionale, grazie in particolare ai Campi Flegrei e ad Ischia, seguita dalla Sicilia dove c’è l’isola di Vulcano. L’Italia in generale ha un potenziale di energia geotermica estraibile e sfruttabile che si stima valga tra i 500 milioni e i 10 miliardi di tonnellate di petrolio equivalente. Vale a dire, tra i 5.800 e i 116mila terawattora di energia, a fronte di un fabbisogno annuo di poco superiore ai 300 terawattora. La geotermia in Italia ha una lunga storia di sfruttamento del calore naturale terrestre, a causa dell’elevato gradiente geotermico, che caratterizza parte della penisola, in diversi luoghi la presenza di sorgenti naturali ad acqua calda è stata ed è sfruttata dall’uomo e diverse province della penisola sono potenzialmente sfruttabili in maggior misura rispetto al loro attuale utilizzo. L’area di Larderello, in Toscana vicino a Pisa, è la regione dove è avvenuta la più antica utilizzazione al mondo da parte dell’uomo dell’energia geotermica che ha sfruttato le sorgenti naturali almeno dal tempo degli Etruschi. Sempre nella medesima area è avvenuta la prima trasformazione di energia geotermica in energia elettrica, trasformazione che avviene tuttora, per quanto la sua produzione copre una frazione della richiesta energetica nazionale. L’energia geotermica, un tempo sfruttata da sorgenti naturali di acqua calda e vapore (110-150 °C), i cosiddetti lagoni, ora è sfruttata tramite il vapore captato con pozzi perforati fino alle rocce calcaree triassiche sottostanti e ignee del sottosuolo. Il calore alle rocce proviene dall’intrusione magmatica del monte Amiata. Altre aree geotermali si trovano nei Colli Euganei, in Veneto, vicino a Padova, nell’area di Grado in Friuli dove sono stati perforati pozzi per riscaldamento di edifici[2], a Casaglia nel ferrarese dove nel sottosuolo si sviluppa un sistema di falde chiamato dorsale ferrarese, nei campi Flegrei e l’isola d’Ischia nell’area napoletana, ad Alcamo e Sciacca nella Sicilia occidentale, le isole Eolie e l’isola di Pantelleria. Inoltre lungo l’arco alpino e le Prealpi sono presenti diverse sorgenti ad acqua calda, in alcuni casi utilizzate per bagni termali. L’energia geotermica nel mondoA livello globale, fanno meglio di noi gli Stati Uniti con una capacità pari a 3.676 MW, seguiti da Indonesia, Filippine, Turchia, Nuova Zelanda e Messico Dove si produce più energia geotermica? Attualmente, a livello mondiale le nazioni più attive nella produzione di energia geotermica risultano essere l’Indonesia e numerosi Stati Africani. Vanno inoltre menzionate le Filippine che producono il 27% dell’energia elettrica nazionale esclusivamente da fonti geotermiche. Un buon intervento normativo potrebbe essere a favore anche della ricerca dei giacimenti migliori per l’utilizzo di tale energia. Energia geotermica: cos’è? L’energia geotermica sfrutta il calore geologico presente nel sottosuolo del pianeta Terra per produrre riscaldamento o energia elettrica. Questo calore, sotto forma di vapore, è presente naturalmente nella crosta e nel sottosuolo del nostro pianeta. Come si forma questo vapore? Più si scende in profondità nel sottosuolo terrestre e più la temperatura sale: le acque sotterranee, scorrendo sotto la crosta terrestre, vengono a contatto con le rocce ad alte temperature ed è qui che si sviluppa il vapore. Esistono diversi tipi di sorgenti di energia geotermica e la differenza risiede principalmente nella profondità in cui le rocce scaldano l’acqua e dalla temperatura che si crea. L’energia geotermica: il funzionamento A partire dal vapore che si crea grazie al calore terrestre si genera l’energia termica, la quale può essere convertita in riscaldamento ed elettricità. L’energia geotermica, infatti, ha un funzionamento semplice. Per usare questo vapore è necessario convogliare i vapori attraverso, appunto, la geotermia. Con apposite trivellazioni il vapore viene fatto convogliare in superficie e alimenta una turbina, dalla quale si sprigiona energia naturale, pulita e senza emissioni dannose in atmosfera. È un’energia che può essere facilmente riutilizzata e alimentata: il vapore, infatti, viene recuperato sempre dalle stesse turbine e attraverso l’immissione di acqua fredda in profondità si può alimentare a pieno regime il flusso di vapore, che diventa così costante. Vantaggi e svantaggi dell’energia geotermica L’energia geotermica è dunque un’energia alternativa e pulita, perché non produce emissioni: mancando il processo di combustione le centrali non emettono CO2 o altre forme di polveri sottili.Inoltre, rispetto alle altre fonti rinnovabili (come eolica e solare) quella geotermica determina una maggior produzione elettrica (a parità di potenza elettrica installata). Un ulteriore vantaggio è, come già accennato, il fatto che sia rinnovabile a lungo periodo: grazie al riciclo del vapore prodotto, tutto lo scarto di produzione è rimesso in circolo, garantendo anche un risparmio in termini economici. Infine la produzione di energia è continua, a prescindere dalle condizioni metereologiche e dall’alternanza giorno e notte. Ci sono però degli svantaggi: è molto difficile, infatti, individuare i giacimenti. Questi spesso si trovano davvero in profondità notevoli, da cui non sempre è possibile attingere. Le centrali, inoltre, hanno un impatto estetico importante, oltre che causare spesso odore sgradevole. Per entrambi questi problemi, però, molti sono i risultati raggiunti: se per l’odore sono stati creati efficaci sistemi di abbattimento, per l’impatto estetico sono sempre più diffusi dei progetti di bio-architettura. La centrale geotermica in Svezia Una centrale geotermica di profondità sarà realizzata a Malmö, in Svezia. Sarà una delle prime centrali geotermiche in Europa e potrà estrarre l’energia da una profondità dai 5 ai 7 chilometri sotto la crosta terrestre. L’impianto potrà alimentare tutta la rete di teleriscaldamento di Malmö e, superata l’attuale fase di studio delle condizioni geologiche del terreno, sarà attivo a partire dal 2022. Sono previsti ulteriori interventi simili a questo che permetteranno alla città svedese di raggiungere la neutralità climatica entro il 2030, rendendo possibile il passaggio all’energia rinnovabile, all’e-mobility e alla digitalizzazione. La geotermia può essere complementare e integrare le altre energie rinnovabili, quali il fotovoltaico e l’eolico, che sono più avanti sotto il profilo dell’applicazione sul campo, scontando costi inferiori per la ricerca e l’applicazione massiva che se ne sta facendo, contiamo che per la geotermia il mercato vada nella stessa direzione considerando il periodo storico che ci impone di diversificare partners fornitori di energia e di utilizzare quanto più possibile il rinnovabile presente nel ns Paese, non dimenticando che purtroppo dato il cambiamento climatico che produce poche e spesso violente precipitazioni piovose, che stanno di fatto abbassando le riserve idriche e mettendo in ginocchio sia le centrali idroelettriche proprio per la minore quantità di acqua presente nei bacini di alimentazione e, sia le centrali a gas che hanno bisogno degli stessi bacini di acqua per il raffreddamento. *presidente Unaco, unione costruttori italiani