Andria: «Così come sono rappresentate le cose sembrano improbabili»

Scritto da , 26 Luglio 2019
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di Erika Noschese

«E’ probabile che le cose, così come rappresentate, sembrano poco probabili». Così il presidente emerito del tribunale dei minori di Salerno Pasquale Andria, commenta la vicenda di Bibbiano che, come emerso dalle indagini avviate dai carabinieri di Reggio Emilia lo scorso 27 giugno, con l’operazione denominata “Angeli e Demoni” ha collegamenti anche con la provincia di Salerno dove si sono verificati 3 episodi tutti riconducibili all’associazione Hansel e Gretel che si occupa dell’assistenza ai bambini abusati, fondata dallo psicologo Claudio Foti. Una vicenda su cui l’ex presidente del tribunale minorile preferisce non esprimersi, se non in linea generale.

Presidente, la vicenda di Bibbiano pare abbia collegamenti anche con la città di Salerno con tre episodi che sembrano essere riconducibili all’associazione Hansel e Gretel. Cosa pensa di questa vicenda?

«Non conosco questi casi, sono in pensione da un anno ma, in linea generale, posso dire che bisogna attendere i risultati delle indagini in atto. Bisogna vedere concretamente cosa sia avvenuto, perchè è avvenuto, se ci sono o meno provvedimenti dell’autorità giudiziaria, se i casi sono stati segnalati tempestivamente all’autorità giudiziaria minorile ma lo dico in generale. E’ probabile che le cose così come rappresentate, almeno secondo le cose riportate dai giornali, mi sembrano poco probabili, poi si vedrà. E’ certo che determinate situazioni, se fossero vere, sarebbero gravissime ma se le cose sono andate diversamente da come si dice si vedrà».

Da presidente del tribunale minorile le sono mai capitati casi simili?

«Francamente, non me ne ricordo. Non credo siano stati disposti dal tribunale allontanamenti sulla base di semplici rappresentazioni da parte dei servizi del territorio. Il tribunale per i minorenni, in genere, dovrebbe intervenire per verificare la fondatezza di queste situazione e poi eventualmente provvedere ma dovrebbe farlo creando un contraddittorio fra le parti, sentendo i genitori. Si tratta di provvedimenti che rappresentano una limitazione, una compressione della responsabilità genitoriale che non è che possono avvenire senza sentire le parti interessate, con l’assistenza di un difensore se essi hanno un difensore».

Per come sono stati raccontati i fatti crede che il tribunale di Salerno – così come gli altri a livello nazionale coinvolti – possano avere qualche responsabilità?

«Non credo proprio, non mi risulta. Non so i casi relativi a Salerno, dovrei conoscere ogni singolo caso. Non posso ricordare a memoria casi di molti anni fa ma, in linea generale, il caso va approfondito, valutato e se ci sono responsabilità ovviamente ci saranno le dovute conseguenze ma non credo che le cose siano andate proprio così come sono state rappresentate perchè torno a ripetere normalmente, almeno per quanto riguarda il tribunale di Salerno, tutti gli eventuali allontanamenti sono stati preceduti o accompagnati, a seconda dei casi, da una attività istruttoria e civile che ha messo le parti interessante in condizioni di rappresentare le proprie ragioni, specie i genitori. Ci sono provvedimenti giudiziari che poi saranno stati impugnati, confermati o riformati».

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