Andrea Prete pronto a… fermare il declino

Scritto da , 8 Ottobre 2012
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 Il giornalista ed opinionista televisivo nonché leader del movimento “Fermare il declino”, Oscar Giannino,  ha fatto tappa a Salerno per presentare alla stampa ed all’opinione pubblica il gruppo dei coordinatori per la Campania del movimento “Fermare il declino”, c

omposto da Carlo Barbagallo, Antonluca Cuoco, Marco Esposito, Riccardo Paternò e dall’ex presidente di Confindustria Salerno
Andrea Prete. L’incontro, svoltosi all’interno della Camera di Commercio, ha visto la presenza di tantissime persone, di qualunque età, che per più di due ore hanno ascoltato le idee ed i progetti del noto opinionista italiano sul futuro dell’Italia, al termine del quale gli hanno sottoposto una serie di domande. Ad aprire i lavori è stato Andrea Prete, che ha parlato a tutto campo contro la politica degli ultimi anni. «Abbiamo davvero visto di tutto. La società italiana si è fermata e la colpa è stata quella di aver affidato il nostro Paese a degli incapaci. A luglio scorso mi ha telefonato Giannino il quale mi ha detto che questa volta non potevamo rassegnarci ma che dovevamo fare qualcosa, che era arrivato il momento di impegnarci per il nostro Paese. Di qui la mia sottoscrizione del suo manifesto programmatico». Subito dopo ha preso la parola Giannino facendo prima di tutto una premessa: «La prima cosa che dobbiamo capire è che al di là dei soldi la prima cosa che manca all’Italia è la fiducia, senza di essa non si ha futuro. Bisogna prima di tutto rassicurare i mercati, poi avviare procedure per la crescita e rispondere concretamente a tutti gli italiani che rischiano di rimanere esclusi dal circuito produttivo. Il mio appello è rivolto a tutti. Siamo di fronte a un cancro che va estirpato. In questi venti anni – ha sottolineato Giannino – sono state promesse tante cose, a partire dalla riduzione delle tasse, che non c’è mai stata. E’ arrivato il momento di cambiare marcia. La politica di finanza pubblica è rimasta sempre la stessa, sia il centrodestra che il centrosinistra non hanno mai cambiato niente. La Germania ha ragione quando ci critica perché è stata la politica ad aver sbagliato. Il primo intervento che noi proponiamo per la crescita del nostro Paese è la riduzione del debito pubblico. Per fermare il declino italiano, occorre almeno portare il debito pubblico al di sotto del 100% del Pil,  tagliare la spesa pubblica di 6 punti percentuali in proporzione al Pil, e abbassare la pressione fiscale di 5 punti. Questi obiettivi – ha continuato il noto giornalista – sono raggiungibili realisticamente nell’arco di una legislatura. In particolare, tagliando debito e spesa nelle misure indicate, la riduzione delle imposte è sostenibile senza compromettere l’equilibrio di finanza pubblica. La riduzione del debito dovrebbe anche tradursi in una riduzione dei tassi di interesse sul debito stesso, rafforzando così il raggiungimento dell’obiettivo di tagliare la spesa». Tra i temi affrontati da Giannino anche la possibilità di ridurre la pressione fiscale di almeno  5 punti in cinque anni, la liberalizzazione di alcuni settori non ancora concorrenziali, l’adozione di una nuova legislazione organica sui conflitti d’interesse e una vera riforma della giustizia. Tra gli interventi principali quelli all’istruzione:«Vanno introdotti cambiamenti sistemici: la concorrenza fra istituzioni scolastiche e la selezione meritocratica di docenti e studenti devono trasformarsi nelle linee guida di un rinnovato sistema educativo. Va abolito il valore legale del titolo di studio».  Durante il suo intervento non sono mancate frecciatine velenosi ai governi di centrodestra e di centrosinistra ma anche un attestato di stima verso il sindaco di Firenze Matteo Renzi: «Aspettiamo l’esito delle primarie del Pd sperando che Renzi possa vincere. In questo caso lo appoggeremmo, il che significa fare liste che possano convergere per un programma di governo». Per Giannino, qualora Renzi dovesse vincere le primarie, «il Pd si spaccherà», in caso contrario è da capire se il sindaco di Firenze rimarrà nel Pd. Nel movimento o in quello che sarà un nuovo partito, ci dovranno essere facce nuove. Giannino è dell’idea di dar vita alle macroregioni per riavviare la crescita e sulla Campania ha detto: «E’ ancora troppo piena di facce della vecchia politica». 

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