Anche Bofill battè cassa con il Comune: «Abbiamo difficoltà finanziare per i ritardi dei pagamenti»

Scritto da , 3 aprile 2016

di Andrea Pellegrino

E’ il 28 ottobre del 2010 quando Ricardo Bofill firma una nota indirizzata all’ingegnere Paolo Baia e rivolta al comune di Salerno. L’archistar lamenta i mancati pagamenti. «Cogliamo l’occasione – scrive Bofill – per chiedervi di rappresentare al Comune le difficoltà finanziarie legate al ritardo dei pagamenti, la cui soluzione è opportuna onde consentirci di proseguire coi servizi».
La nota è una delle tante email acquisite nell’ambito dell’inchiesta sulla variante ai lavori di Piazza della Libertà, guidata dai pm Cantarella e Valenti che vedono tra gli indagati anche l’ex sindaco ed attuale governatore della Campania Vincenzo De Luca.
Carte ed atti che si sommano ai diversi faldoni che sono già allegati all’avviso della conclusione delle indagini.
E tra le email spunta anche il sondaggio pro Crescent, promosso direttamente dalla Rcm Costruzioni per contrastare l’opposizione all’opera di Figli delle Chiancarelle, comitato No Crescent ed Italia Nostra. L’oggetto dell’email, che parte proprio dall’ingegnere Emanuele Selano della Rcm Costruzioni, recita: “Cantiere Crescent Salerno – Diamo la nostra firma alla petizione Crescent”. Nel corpo dell’email, poi: «Buongiorno a tutti i colleghi nonché amici in indirizzo.
Relativamente ai lavori in oggetto mi sembra opportuno segnalarvi la possibilità che ci viene data dal web di esprimere il nostra assenso all’opera Crescent di Salerno. Abbiamo la possibilità di dare un piccolo contributo mediatico, pertanto vi propongo di sensibilizzare ogni vostro collaboratore o conoscente, perché tutti, insieme a voi e ad ogni membro delle proprie famiglie, possa esprimere il proprio voto favorevole aderendo alla petizione online proposta al link riportato di seguito: http://www.petizionionline.it/petizione/petizione-pro-crescent-salerno/8103. Sono sicuro che in questo modo riusciamo a far lievitare significativamente il numero delle iscrizioni, perché il lavoro fatto da tutti e programmato per il nostro futuro possa essere salvaguardato». A sostegno della petizione online sarebbe sceso in campo direttamente Elio Rainone che in una email scrive: «Distribuiamo il link a tutti i dipendenti, collaboratori e fornitori…».

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