Amministrative, l’affondo di Polichetti “Basta con tattiche scellerate e anacronistiche”

Scritto da , 15 Agosto 2021
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“La confusione che regna sovrana in politica soprattutto negli ultimi tempi e che si è materializzata con scelte tattiche scellerate ed anacronistiche, per nulla futuribili, ci impone una riflessione di semantica politica su due termini frequentemente usati nel lessico politico quotidiano: popolarismo e populismo”. Così Mario Polichetti, coordinatore provinciale dell’Udc a Salerno, commenta il momento politico in vista delle prossime elezioni amministrative che interesseranno diversi centri del territorio. “Apparentemente queste due parole potrebbero sembrare identiche o addirittura sinonimi ma in realtà hanno un significato letterale che le pone in netto contrasto, figuriamoci poi se si va a considerare il loro uso nella strategia politica! Nel popolarismo l’uomo è al centro della scena, ne è soggetto attivo, attore principale e si muove insieme agli altri per creare un pensiero organico e condiviso, sempre e necessariamente moderato, che da propulsione all’agire politico. Nel populismo l’uomo ed il popolo diventano un oggetto informe da utilizzare e strumentalizzare a proprio piacimento per soddisfare gli interessi di una ristretta élite o addirittura di un uomo solo al comando – ha dichiarato Polichetti – Si finge di parlare nell’ interesse del popolo ma in realtà al popolo non si da nessuna voce e nessuna autonomia in nessun ambito ed in nessun settore”. Per il coordinatore provinciale dell’Udc, infatti, “come è facile comprendere si tratta di due visioni della politica che sono diametralmente opposte, che non possono coesistere, come succede per il giorno e la notte. Così come non è e non sarà possibile che il populismo possa trovare una legittimazione di pensiero provando ad indossare le vesti del popolarismo, cosa a cui stanno pensando gli strateghi politici del nord! Mi permetto di invitare i popolaristi a non lasciarsi incantare da questa ammaliante sirena ed invece a rimboccarsi le maniche per riportare l’uomo ed il suo pensiero al centro della scena politica”.

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