Ambulanza in ritardo, tensioni all’ospedale Ruggi

Scritto da , 30 maggio 2018
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di Erika Noschese

Attimi di tensione, poco fa, all’ospedale Ruggi d’Aragona. A scaldare gli animi, il ritardo nell’arrivo dei soccorsi. Poco prima delle 22, una donna ha accusato un malore, perdendo conoscenza. Da lì la prima chiamata al 118. Passano diversi minuti e dei soccorsi nemmeno l’ombra. Scatta la seconda chiamata e ancora nulla fino a quando l’autista non richiama, avvertendo di non conoscere la strada. Non c’è altro tempo da perdere: la donna viene caricata in auto e trasportata al pronto soccorso del nosocomio locale. La situazione non sembra essere delle migliori: nessuno presente in accettazione, chiedono di poter avere una barella ma il tempo trascorre ancora. Come facilmente prevedibile, i familiari iniziano a gridare. Le guardie giurate provano a placare gli animi ma con scarso risultato, il clima si surriscalda ulteriormente a causa della lentezza dei medici nel portar fuori la barella nonostante le gravi condizioni di salute in cui versa la donna. Solo dopo diversi minuti la situazione torna alla normalità. Ancora una volta, il Ruggi mostra il volto di un ospedale ormai decadente, privo di controllo e incapace di intervenire in tempi brevi. E se quella donna, nel frattempo, fosse morta a chi addossare le colpe? Al 118 o al Pronto soccorso? Risposte a cui, per il momento, preferiamo non rispondere.

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