Altre 5 regioni arancioni. ‘Rimandata’ la Campania

Scritto da , 9 Novembre 2020
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Altre cinque regioni arancioni, la provincia di Bolzano rossa e un approfondimento nelle prossime ore sulla Campania, che potrebbe seguire la Lombardia e il Piemonte e diventare rossa anche se dalla Regione continuano a ribadire che “il sistema sanitario regge”. Dopo tre giorni di rinvii, la cabina di regia del ministero della Salute aggiorna il monitoraggio sulla situazione epidemiologica in Italia e il ministro Roberto Speranza firma le ordinanze con cui Abruzzo, Basilicata, Liguria, Toscana, Umbria e la provincia di Bolzano finiscono in una fascia diversa e con maggiori restrizioni rispetto ad una settimana fa. “La situazione continua a peggiorare – dice il direttore del Dipartimento di prevenzione del ministero Gianni Rezza – e giustifica l’adozione di interventi piu’ restrittivi”. Le misure scatteranno da mercoledi’ 11 novembre, dopo giorni di tira e molla tra governo e regioni, con i dati che hanno faticato ad arrivare a Roma e la pressione costante di buona parte dei governatori affinche’ l’esecutivo abbandonasse il sistema di restrizioni localizzate adottato con il Dpcm del 3 novembre a favore di un provvedimento nazionale. Un lockdown generale che il premier Giuseppe Conte continua a non volere e che pero’ chiedono anche i medici, lanciando allarmi da due giorni. “Se i numeri continueranno a essere questi il governo dovra’ prendere delle decisioni importanti che contemplano anche il lockdown totale – ha ribadito il presidente della Federazione dei medici Filippo Anelli – Solo cosi’ si puo’ bloccare l’ascesa di questa curva, altrimenti il sistema sanitario non reggera’”. Per il momento pero’ non si cambia. E dunque: nei prossimi 15 giorni Abruzzo, Basilicata, Umbria, Liguria e Toscana saranno in zona arancione. Rispetto alle misure gia’ in vigore in tutta Italia, scattera’ il divieto di entrata e uscita dalla regione e di spostamento tra i comuni – salvo per motivi di lavoro, studio, salute e necessita’ – e la chiusura di bar e ristoranti per tutto il giorno. Continueranno ad essere invece aperte le scuole, che saranno in presenza per infanzia, elementari e medie. Lockdown ancora piu’ duro in provincia di Bolzano, che il ministero ha inserito in zona rossa ma che, di fatto, lo era gia’ da diversi giorni: chiusi anche i negozi, salvo alimentari e farmacie, e didattica a distanza anche per seconda e terza media. Non solo: a Bolzano il sindaco ha inasprito ulteriormente le misure con un’ordinanza che consente l’attivita’ motoria a non piu’ di un chilometro di distanza dalla propria abitazione. “Non abbiamo alternative” e’ il laconico commento che arriva dall’assessore provinciale alla sanita’ Thomas Widmann Ma cosa e’ cambiato? “La situazione continua a peggiorare – dice Rezza, a livello nazionale c’e’ un Rt a 1,7 e 500 casi per 100mila abitanti”. E c’e’ un “aumento dei ricoveri ospedalieri, soprattutto in terapia intensiva”. Dunque e’ giustificata “l’adozione di interventi piu’ restrittivi nelle regioni piu’ colpite e l’adozione di comportamenti prudenti da parte di tutti i cittadini”. Tre delle cinque regioni da oggi in zona arancione hanno ad esempio un rapporto positivi/tamponi sopra la media nazionale: 18% per la Basilicata, 17,1% per la Liguria e addirittura 30% per l’Umbria. Non solo: gia’ il 3 novembre, quando e’ stato firmato il Dpcm, 4 regioni su cinque avevano un tasso di occupazione dei posti letto nei reparti ordinari o nelle terapie intensive sopra la soglia critica: oltre alla Basilicata, il 31% dell’area medica in Abruzzo, il 46% delle terapie intensive e il 47% dell’area medica in Umbria, il 60% dei reparti ordinari in Liguria e il 36% delle rianimazioni in Toscana. Le cinque regioni rimarranno in zona arancione per almeno 15 giorni: se infatti i dati dovessero peggiorare ulteriormente, gia’ la prossima settimana potrebbero diventare rosse. Diverse le reazioni dei governatori alle scelte del governo. Se Vito Bardi non esclude misure ancora piu’ restrittive per la Basilicata e fa appello al “senso di responsabilita’ dei lucani affinche’ abbiano atteggiamenti responsabili”, e quello della Toscana Eugenio Giani parla della necessita’ di fare “sacrifici ora per uscirne il prima possibile”.

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