Alluvione 54, il ricordo di chi c’era

Scritto da , 24 ottobre 2014
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 A ricordare l’alluvione di sessant’anni fa che  colpì la Costiera Amalfitana e Salerno :  una delle più grandi tragedie italiane  per dissesto idrogeologico con 318 vittime e 5000 sfollati, sono stati  alcuni dei superstiti di quella maledetta notte come il Vigile del Fuoco Gerardo  Cipolletta che oggi ha  83 anni e all’epoca dell’alluvione ne aveva 22:” Nel 1954, dopo quattro mesi di formazione a Roma, fui assegnato alla caserma di Salerno, giù al Porto, nella sede allocata presso il vecchio macello.  Poco tempo dopo mi trovai coinvolto nell’alluvione: era quasi l’una di notte e ci chiamarono per segnalare che c’erano tre  cavalli imbizzarriti in Largo Campo. Quando arrivammo, con la nostra camionetta,  li trovammo immersi nell’acqua. All’altezza della Chiesa dell’Annunziata sentimmo gridare aiuto dalla finestra del suo alloggio il prete della chiesa che ci segnalava la presenza di bombole di gas trasportate dall’acqua: tra queste c’erano  alcuni cadaveri di donne e uomini affogati che illuminammo con i fari della camionetta. Riuscimmo a trasportarne  circa quindici davanti al Teatro  Verdi,   dove li adagiammo all’asciutto. Riuscii anche  a salvare una bambina di circa sette anni che sollevai tra le mie braccia: con le lacrime agli occhi mi chiamava zio. Riuscii a trovare la mamma che la abbracciò e mi ringraziò commossa. Quando tornammo in caserma, non la trovammo più,  così come tanta gente non trovò più le proprie case trasportate verso il mare dalla frana”. Cipolletta ha raccontato che in altre parti della città non fu avvertito il dramma:”Alla Ferrovia, in  Piazza San Francesco,  in Via Carmine, molti non avevano nemmeno saputo che c’era stato l’alluvione”. Anche Vincenzo Di Mauro, di Marina di  Vietri Sul Mare, nato nel 1945,  ha raccontato la sua storia:”Avevo nove anni e frequentavo la scuola  elementare. Il Borgo di Marina che era rimasto intatto dall’epoca borbonica, con l’alluvione cambiò completamente aspetto:  a causa della frana che trascinò detriti, abitazioni e altro ancora, si è creata una grande spiaggia che prima non c’era.  Don Attilio Della Porta organizzò delle squadre di soccorso. Di quella sera mi è rimasto  impressa la rassegnazione della gente che si aspettava di morire perchè non intravedeva una via d’uscita per salvarsi e l’odore del fango”. Il Vicesindaco di Vietri Sul Mare, l’avvocato Antonietta Raimondi,  ha ricordato che come raccontato dai suoi genitori,  tra Vietri e Marina ci furono oltre cento morti:” Molti tra Molina e Marina di Vietri,  passarono dal sonno alla morte”. Il giornalista Franco Esposito, che ha moderato tutti gli interventi del convegno,  ha ricordato la grande gara  di solidarietà che ci fu in quell’occasione:” Semplici cittadini o società, donarono  centinaia di migliaia di lire o addirittura milioni: Il “Roma”  riuscì a mettere insieme  cinquanta milioni di lire che all’epoca erano tanti soldi e che servirono per la ricostruzione”.

Aniello Palumbo

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