Allenatore e galantuomo: uno come Perrone è meglio non lasciarselo sfuggire

Scritto da , 8 febbraio 2013
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  Lo <stakanovista> Carlo Perrone ha ripreso, con la solita grinta, il lavoro con la Salernitana. Diciamo questo perchè la domenica di sosta se da un lato ha certamente fatto piacere alla squadra perchè può tirare il fiato in attesa del <rush> finale di un campionato targato <granata> dall’altro ha scontentato (in senso buono, naturalmente) l’allenatore laziale che fa del lavoro il suo cavallo di battaglia e si è calato nella realtà di un campionato (che sta stravincendo) come se dovesse continuare quell’inseguimento alle squadre di testa che gli sono state davanti fino ad inizio dicembre. Prima di salutare tutti e continuare da solo la marcia verso la prima divisione. Perrone sa bene, da navigato tecnico quale è, che il lavoro paga sempre in moneta sonante ed anche il fatto di aver abbreviato, credo,  le vacanze ai suoi ragazzi si inserisce nell’indole dell’allenatore che vuole sempre grande concentrazione anche se si è primi in classifica con tanti punti di vantaggio e la Salernitana potrebbe davvero vivere di…rendita.
E’ entrato nella storia della Salernitana già da un pezzo, Perrone. Ha eguagliato e superato record, è all’inseguimento di un altro record che è quello che Giuliano Sonzogni stabilì nel 1992/1993 con ventidue gare consecutive di risultati positivi,. Tra poche gare raggiungerà anche questo obiettivo ma lui, come suo solito, non guarda troppo a queste cose. Anzi. Al primo posto mette la squadra che gli sta dando soddisfazioni a iosa e se raggiungesse (come lo farà) la seconda promozione di seguito in due anni allora Perrone sarebbe davvero consacrato tra i grandi tecnici che hanno allenato la Salernitana. Non è che ora non lo sia. Tutt’altro. Ma lui aspetta sempre che le cose arrivino alla fine. Lo sta facendo dall’inizio della sua nuova avventura alla guida della Salernitana. E se qualcuno già gli parla di futura permanenza a Salerno si schernisce e aggiunge: <Aspettiamo la fine del campionato e poi faremo tutte le valutazioni possibili>.
Anche Susini e Mariotto, ai quali nella conferenza stampa di pochi giorni fa, è stato chiesto della riconferma di Perrone, hanno glissato sull’argomento. Non potevano certamente fare diversamente se non che la società con Lotito e Mezzaroma farà le sue valutazioni al termine di questa nuova esaltante stagione della Salernitana. Crediamo che un tecnico del genere, che ha grandi qualità oltre ad essere un gentiluomo, vada messo nelle condizioni di continuare il lavoro che ha iniziato (bene) lo scorso anno e che ha continuato quest’anno, anche se non dall’inizio portando la Salernitana verso quella vetta della classifica che, francamente, nessuno si aspettava in così breve tempo. Quando si ha in casa un allenatore come Perrone è meglio non farselo sfuggire. Certo qualcuno storcerà il naso e dirà che quando nel calcio si vince ogni cosa va sempre al proprio posto. Verissimo anche questa considerazione ma siamo anche dell’avviso che se una squadra vince le componenti devono sempre essere molteplici. In questo caso la squadra è da primato, è vero, ma se non c’era un tecnico come Perrone dove saremmo adesso? 

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