Alleanza De Feo-Pecoraro Renna Annullata ordinanza per Bisogni

Scritto da , 24 Agosto 2019
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di Pina Ferro

Erano stati arrestati con l’accusa di aver stipulato un cartello per la gestione delle piazze di spaccio. Un cartello tra il clan De Feo ed i Pecoraro Renna. Ieri il tribunale del Riesame ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare per Sergio Bisogni, ritenuto uno dei reggenti del clan Pecoraro – Renna e, attualmente detenuto per altre vicende al regime del 41 bis e per Carmine Mogavero. A presentare appello avverso all’ordine di custodia emesso lo scorso primo agosto sono stati i difensori di Sergio Bisogni, gli avvocati Luigi Gargiulo e Luigi Capaldo e di Mogavero, Massimo Torre e Paolo Toscano. La tesi difensiva presentata dai due legali è stata completamente accolta dai giudici del Riesame del Tribunale di Salelerno. A romperela presunta alleanza eràstata la Direzione distrettuale antimafia presso la Procura di Salerno ed i carabinieri della compa- gnia di Battipaglia che avevano con l’esecuzione di 17 ordinanza di custodia cautelare (14 in carcere e 3 ai domiciliari) nei comuni salernitani di Bellizzi, Montecorvino Pugliano, Montecorvino Rovella, Pontecagnano Faiano, San Rufo e nei comuni napoletani di Torre Annunziata e di Trecase. In particolare l’ordinanza di custodia cautelare in carcere fu notificata a: Enrico Bisogno, Sergio Bisogni, Gaetano Bisogni, Aldo Antonio Bisogni, Enrico Principato, Antonio Magazzino, Aniello Magazzeno, Marco Magazzeno, Carmine Miglino, Carmine Mogavero, Nicoletta Genovese, Adelchi Quaranta, Carmine Quaranta, Marika Cancellu. Ai domiciliari sono stati ristretti: Francesco Pellegrino, Salvatore Sannino, Giuseppe Sudano e Ciro Sabatino. I gemelli Enrico e Sergio Bisogni, come riporta l’ordinanza del Gip, sarebbero stati i promotori dell’alleanza con Vito De Feo, capo dell’omonimo clan camorristico. Entrambi i sodalizi operano sullo stesso territorio ed in passato sono stati contrapposti. L’alleanza era finalizzata alla comune gestione del traffico di sostanze stupefacenti. Le intercettazioni, i pedinamenti, i servizi di osservazione e, in particolar modo, i sequestri di droga hanno consentito ai magistrati titolari del fascicolo, Marco Colamonici e Francesca Fittipaldi, di fare luce su quello che Colamonici della Direzione distrettuale antimafia nel corso della conferenza stampa a seguito degli arresti definì “un ciclo non ancora terminato.

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