Allagamenti in centro, l’allarme di Ortolani: “Verificare i torrenti”

Scritto da , 8 febbraio 2016
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da Le Cronache oggi in edicola

di Andrea Pellegrino

Sta assumendo gli aspetti di una vera e preoccupante emergenza la vicenda legata agli improvvisi allagamenti di locali terranei, garage e depositi, nel cuore storico della città. A preoccupare, oltre il livello di acqua che cresce giorno dopo giorno, anche l’estensione della zona. Acqua in superficie si è vista addirittura in piazza Portanova mentre di scantinati allagati se ne contano fino a piazza Sant’Agostino. Problemi anche in alcuni box auto di via Velia. Qui il mese scorso pare che un palazzo, a causa dell’acqua, sia stato interessato da un black out elettrico. Ancora, alcuni residenti di via Masuccio Salernitano lamenterebbero presenza d’acqua fin dal portone. Un fenomeno inspiegabile che da settimane sta creando notevoli danni alle attività commerciali della zona (una palestra in via Mercati è completamente allagata) e preoccupazioni tra i residenti degli stabili interessati. Soprattutto coloro che si sono ritrovati diversi centimetri d’acqua nei sottoscala. C’è chi racconta che al giorno raccoglie più di quaranta secchi d’acqua mentre in alcuni casi c’è la necessità dell’intervento dei vigili del fuoco.
La Salerno Sistemi avrebbe escluso perdite d’acqua e l’attenzione pare si sia riversata verso le falde acquifere ed i torrenti. Nei pressi dell’area interessata ci sarebbe un corso d’acqua (il Rafastia) che scorre in prossimità della cava del Cernicchiara, nei pressi delle gallerie create per realizzare Porta Ovest. Ma ancora c’è chi sostiene che vi sia la presenza di una sorgente, chi di un piccolo stagno o ancora di deviazioni di corsi d’acqua. Ma al momento pare che si navighi a vista e che il problema sia stato ampiamente sottovalutato, nonostante i danni che l’acqua potrebbe provocare alla staticità degli antichi fabbricati del centro storico, oltre che alle tantissime attività.  «Se si escludono perdite d’acqua dalle tubazioni dell’acquedotto non resta che il sollevamento della falda», sostiene il professore Franco Ortolani, noto geologo e docente universitario. «Può essere – spiega – un sollevamento locale dovuto ad esempio ad alvei intubati che scorrono verso mare intasati e  per cui l’acqua ristagna nel canale e da qui si infiltra lateralmente». Ma per Ortolani, «è una cosa seria che va attentamente e trasparentemente vista. Occorre una verifica degli alvei coperti, ad esempio, per vedere se non si siano ostruiti». «Subito però», insiste Ortolani che dice ancora: «Se i canali tombali non sono ostruiti potrebbe essere il sollevamento della falda. Ma perchè si solleva solo in questa zona? Dovrebbe verificarsi lo stesso problema lungo la fascia bassa della città». Insomma, l’appello di Ortolani è che si arrivi subito ad un accertamento per chiarire le cause del singolare e preoccupante fenomeno che potrebbe generare anche drammatiche conseguenze.

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