Alinovi, il ragazzo rivoluzionario

Scritto da , 23 ottobre 2018
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di Olga Chieffi

Al Deputato, Presidente della Commissione antimafia e figura politica centrale del Meridione dagli anni Cinquanta ai Novanta; Abdon Alinovi, scomparso lo scorso quindici febbraio all’età di novantaquattro anni, il quale ha attraversato, con la sua esperienza, un lungo e fondamentale percorso politico e storico, Stefano Pignataro, già Presidente Consiglio studenti Dipsum e suo amico personale, in collaborazione con l’Assessorato alle politiche giovanili del Comune di Salerno e con l’Osservatorio delle politiche giovanili dell’Università di Salerno, ha organizzato una giornata in suo ricordo coinvolgendo alcune tra le personalità politiche, giornalistiche ed accademiche più vicine all’onorevole ebolitano. L’incontro, dal titolo “La figura di Abdon Alinovi tra politica, letteratura e storia”, si terrà questo pomeriggio, a partire dalle ore 17 presso il Salone dei Marmi di Palazzo di Città a Salerno. All’incontro, moderato dallo stesso Stefano Pignataro, dopo i saluti istituzionali del Sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, dell’Assessore alle politiche giovanili Mariarita Giordano, del Sindaco di Eboli Massimo Cariello e della Responsabile dell’Osservatorio Stefania Leone prenderanno parte i giornalisti Andrea Manzi, Enzo Todaro e Massimiliano Amato, il docente universitario ed Accademico dei Lincei Giuseppe Cacciatore ed il Consulente d’impresa Fernando Argentino. Chiuderanno la serata alcune testimonianze dei compagni di partito tra cui Carmine Palma, Antonio Lioi, Massimiliano Curcio, Carmelo Conte, Vincenzo Aita. Abdon Alinovi, una vita nel Pci napoletano impegnato sempre a combattere per i diritti dei più deboli, è rimasto in attività fino alla fine, leggendo libri e giornali e scrivendo commenti per i quotidiani. E’ stato un simbolo della sinistra italiana in Parlamento ed aveva ricoperto anche l’incarico di presidente della Commissione parlamentare Antimafia. La sua ultima opera è stata “Rosso pompeiano”, redatta con la collaborazione della figlia Valeria. Persona di grande cultura che ha vissuto da protagonista nel Pci la svolta voluta da Togliatti. Dopo l’8 settembre, infatti, Alinovi è tra gli antifascisti che entrano in contatto con gli Alleati e tra i promotori del Comitato di Liberazione Nazionale di Salerno. Dopo la Liberazione, il 16 settembre, PCI, PSI, Partito d’Azione e altri gruppi antifascisti, riuniti in una Concentrazione assumono la guida popolare e promuovono il governo municipale antifascista. Sono gli anni della prima costruzione del Partito Comunista nel Sud. Alinovi affianca Pietro Amendola nel CLN: sebbene il più giovane del Comitato, gli è affidata l’attività di sostegno all’Autorità per la raccolta di cereali nella Piana del Sele e l’emergenza alloggi; collabora col Ministro dell’Assistenza post-bellica Emilio Sereni, Ministro dei Lavori Pubblici con De Gasperi. L’11 aprile 1944 Alinovi è a Napoli per ascoltare Palmiro Togliatti al Cinema Modernissimo: è la “svolta di Salerno”. Garuglieri, designato da Togliatti responsabile provinciale PCI, chiama a Salerno Alinovi. In Salerno capitale apre con Mario Palermo la campagna per la convocazione della Costituente e del referendum; dirige il settimanale “Unità proletaria”, poi “Voce salernitana”. Fondatore con Giordano Dall’Ara e Francesco Cacciatore della Camera del Lavoro, si dedica alla promozione del movimento sindacale e associativo dei contadini. Nella relazione per la “Costituente regionale per la riforma agraria” (Eboli 1947) – spazio d’incontro con i delegati del movimento contadino e i delegati della classe operaia napoletana – affronta i temi delle trasformazioni strutturali e colturali nella pianura e della modifica dei patti agrari, avvalendosi della guida di Leopoldo Cassese, storico e archivista. Il primo incarico nel partito comunista risale al 1955 quando viene nominato alla guida della Federazione di Napoli fino al 1962, un anno dopo l’ingresso nella direzione nazionale del partito, quindi nel 1969 Alinovi è eletto segretario regionale. Fu il regista dei governi “rossi” di Napoli con Valenzi e poi deputato dal ’76 fino al 1987. Nelle elezioni politiche del 1976 venne eletto deputato al Parlamento nelle Circoscrizioni di Napoli, con Giorgio Amendola e Giorgio Napolitano, e Benevento-Avellino-Salerno; opterà per Napoli. Sarà confermato nel 1979, 1983, 1987 (X legislatura). Nella IX legislatura ha ricoperto il difficile ruolo di presidente della Commissione Bicamerale Antimafia. Una lunga e appassionata storia politica che lo ha portato a presentare 133 proposte di legge negli anni della sua attività parlamentare.

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