Aliberti. I profili social nel mirino della Dda

Scritto da , 4 aprile 2017
pagina 3 del 4 aprile 2017

Pina Ferro

Elezioni comunali del 2013 e regionali del 2015 ed eventuali riscontri ai risultati investigativi che hanno portato, alcune settimane fa, all’arresto, tra gli altri  di Guglielmo La Regina. Ruota intorno a questi tre punti il motivo alla base della perquisizione effettuata ieri mattina dagli uomini della Direzione investigativa Antimafia di Salerno agli ordini del colonnello Giulio Pini e del capitano Iannaccone. Una decina di militari all’alba, hanno bussato all’uscio dell’abitazione di via D’Aquino a Scafati dove risiedono Pasquale Aliberti, ex sindaco di Scafati e la moglie Monica Paolino, consigliere regionale. Oltre ai militari della Dia erano presenti il Sostituto Procuratore della Dda di Salerno Vincenzo Montemurro ed un ingegnere informatico napoletano. Il magistrato sta indagando su presunti affari tra politica e camorra che stavano per portare in carcere l’ex sindaco. Aliberti e sua moglie sono coinvolti in un’ indagine che vede coinvolti imprenditori politici, clan e professionisti: una ventina in tutto gli indagati fino ad oggi per reati che vanno dall’associazione a delinquere al voto di scambio politico mafioso passando per l’ abuso d’ufficio, concussione e violenza privata, tutti con l’aggravante mafiosa. L’indagine è iniziata il 18 settembre 2015 ed ha visto la Dda Salernitana nel giugno 2016 chiedere gli arresti poi respinti dal gip Mancini per Pasquale e Nello Aliberti, e due esponenti della famiglia Ridosso

La perquisizione di ieri, mirava a prelevare tutto il materiale informatico presente presso l’abitazione della coppia, dalla memoria dei pc, ai tablet fino ai cellulari. In particolare è stata effettuata una copia forense della bacheca facebook di entrambi. Si tratta di un atto irripetibile effettuato dietro autorizzazione dell’ufficio legale internazionale (California) del noto social network e dopo notifica dell’atto agli interessati ed ai legali degli stessi che ieri mattina non erano presenti.

L’intera bacheca, dunque conversazioni e post pubblicati anche nel passato da parte di Aliberti e Paolillo sono stati acquisiti dagli investigatori su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia. Ovviamente sotto la lente della Dda vi sono le pubblicazioni relative ad uno specifico lasso di tempo ed in particolare quelle effettuate in concomitanza con la campagna elettorale sia per l’elezione del sindaco di Scafati (2013) che per le Regionali (2015). La presenza dell’esperto, nominato dalla Procura, era necessaria proprio per effettuare la copia forense delle pagine personali aperte sul social network e gestite da Paolillo e Aliberti.  Ovviamente ora occorrerà visionarle e recuperare tutti i messaggi ed i post meno recenti per poter avere un quadro della situazione. Questo compito spetterà all’esperto informatico.

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