Alfonso Andria: “Tutela del patrimonio, passo indietro”

Scritto da , 26 maggio 2017
L'ex senatore Alfonso Andria

Annarita Caramico

«La sentenza del Tar del Lazio è un passo indietro nella tutela del patrimonio artistico culturale nazionale». A sostenerlo è stato il senatore Alfonso Andria, membro del consiglio d’amministrazione del parco archeologico di Paestum il quale ha aggiunto “non voler entrare nel merito della sentenza ma sono abbastanza meravigliato”. «Si parla tanto di Europa unita, di Europa delle culture e della libera circolazione delle persone – ha sottolineato l’ex eurodeputato salernitano – Apprendere che un cittadino dell’Unione non abbia modo di accedere ad una selezione fatta in Italia per un vizio del bando è incomprensibile, soprattutto alla stregua della retorica europeista cui siamo abituati. Certo, tutto nasce da qualcuno controinteressato: però, l’effetto che produce da ieri questa sentenza è un grande passo indietro- ha proseguito Andria – Se non cambia qualcosa col ricorso al Consiglio di Stato ci sarà un arresto nell’attività di Gabriel Zuchtriegel perché vi sarà una sospensiva del suo incarico”. Le parole del senatore sono più che lodevoli nei confronti dell’archeologo tedesco: un giovane studioso di trentacinque anni che ha svolto “un lavoro eccelso, di cui sono fiero e orgoglioso e i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti”. Per Alfonso Andria, Zuchtriegel coniuga perfettamente competenze scientifiche e capacità manageriale con un risultato davvero positivo. Il senatore ha sottolineato la presenza costante dell’archeologo tedesco in televisione e sui giornali e “l’effervescenza della programmazione di iniziative variegate all’interno del parco archeologico di Paestum”. Per il senatore salernitano l’autonomia gestionale e amministrativa del Parco, conseguente alla riforma dei musei voluta dal ministro dei Beni culturali, ha comportato un “cambio di passo importante nella politica di tutela del patrimonio artistico nazionale” e si “augura non ci siano ricadute negative a seguito della sentenza del Tar”, sperando, anche lui, come Dario Franceschini, nella decisione del Consiglio di Stato.

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