Alemanno: “Non sono corrotto e non sono un criminale”

Scritto da , 27 Febbraio 2019
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di red.cro.

“Io non sono un corrotto ne’ un criminale, e’ giusto che i romani lo sappiano. Quando ho smesso di fare il sindaco, nel 2013, ho venduto una casa e ne ho ipotecata un’altra per pagare la campagna elettorale, persa. Sono scivolato su una buccia di banana, perche’ ero impegnato a guardare in alto, a correre dietro alla citta’. Ho sbagliato alcuni collaboratori, come Franco Panzironi, questo si’. Un sindaco fa 100 nomine, qualcuna di queste per me e’ stata fatale. Ma puo’ un sindaco rispondere anche dell’azione amministrativa di chi gli sta intorno? Perche’ io si’ e gli altri no?”. Cosi’ l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno in un’intervista al Messaggero dopo la sua condanna a 6 anni. “Voglio leggerne le motivazioni. Di sicuro – dice – con me si chiude il teorema Mafia Capitale, l’ho percepito anche in aula. Anche se non capisco come potrei essere, secondo i giudici, il riferimento politico di un’associazione mafiosa per cui e’ stato condannato Panzironi e da cui sono stato prosciolto”. “Io – aggiunge – con Massimo Carminati non ci ho mai parlato, nemmeno quando eravamo ragazzi”. Quanto a Buzzi, “appena eletto non volevo passare per il sindaco fascista che non dialogava con il mondo della sinistra, e cosi’ intrapresi questo rapporto, convinto che magari mi sarebbero arrivati voti da sinistra”, “Buzzi mi chiamava per sbloccare crediti pubblici e io da amministratore un po’ mi vergognavo che la macchina amministrativa non riuscisse a dare risposte. E cosi’ mi attivavo”.

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