Alcolisti sempre più giovani

Scritto da , 11 maggio 2014

Un fermo no all’alcolismo in tutte le sue forme. Si è avviato alle conclusioni ieri mattina il corso di sensibilizzazione (Metodo Hudolin), nel ricordo di Visnja e Vladimir Hudolin che con il loro impegno di una vita hanno permesso lo sviluppo nel mondo dell’approccio ecologico sociale ai problemi alcolcorrelati e complessi. Il corso si è tenuto dal 5 al 10 Maggio 2014, presso la sede dell’Arcat Campania, nell’ambito del Progetto “Insieme nelle reti della salute” finanziato dalla Fondazione con il Sud annualità 2011, in collaborazione con Acat Salerno, Centro Studi e documentazione Atlantide, Cooperativa Labos Team, e con il patrocinio dell’Aicat e dell’Ordine Assistenti Sociali della Regione Campania. Un team costituito da: Aniello Baselice, coordinatore, co-coordinatore Stefania Pirazzo; i conduttori dei gruppi Anna Coppola, Tina Lettieri, Stefania Pirazzo, Filippo Triolo e i Co-conduttori Olimpia Manganese, Vincenza Marino, Lucia Monetta, Isabella Petracca, Rosanna Scotellaro. Quarantuno i corsisti provenienti dalle province di Salerno, Avellino, Napoli e dalla Basilicata (Potenza). “Una novità di quest’anno la partecipazione di quattro studenti del IV anno del Liceo Professionale Classico “Giovanni Paolo II” che hanno portato le loro esperienze di confronto con i loro coetanei; un mondo in cui c’è fortissima la difficoltà di immaginare un fine settimana, un luogo di divertimento senza sballarsi”. E’ quello che dice Aniello Baselice, presidente dell’Aicat, l’Associazione Italiana dei Club Alcologici Territoriali, che collabora con il Gruppo Logos, sul territorio nazionale, che si occupa di sensibilizzazione e prevenzione circa i problemi legati all’alcol e al gioco d’azzardo. Il Gruppo Logos Onlus opera sul territorio da oltre un quarto di secolo. E’ un’associazione che opera con l’ausilio di medici, psicologi, operatori sociali, ecc, nell’ambito di programmi personalizzati. “Oggi, siamo qui per mettere in discussione questa cultura dell’alcoolismo. Si vuole capire se vi è un nuovo modo per i giovani di divertirsi, dare loro un input, che li attiverà ad essere elementi di provocazione e cambiamento culturale, con esperienze che stiamo valutando di fare con loro. Più che sentinelle “no alcool”, si punta a promuovere uno stile di vita diverso sotto il profilo di aggregazione giovanile” continua il dottor Baselice, che alla domanda se il fenomeno del consumo di alcol tra i giovani, sia tra le ragazze che tra i ragazzi è molto diffuso a Salerno e provincia, risponde: “Si inizia davvero molto presto, si parla di minorenni, una età al di sotto dei diciotto anni. Nonostante vi siano regole precise per gestori di bar, esercenti di supermercati, sulla età (maggiorenne) per la somministrazione di alcool, questo dispositivo di legge è puntualmente disatteso. Purtroppo la logica del mercato, dell’euro in tasca, come a volte dice il sindaco De Luca, prevale sulla difesa della salute, della incolumità dei ragazzi”. Un dato “Istat” evidenzia che nell’anno 2013, le ragazzine al di sotto dei 18 anni, rientrano nella fascia di mondo giovanile che fa esperienza di alcool prima in famiglia, poi nei locali. I ragazzi maschi, continuano ad eleggere il pub, birreria, wine bar come luogo dove fanno la prima esperienza di abbuffata alcolica. E continua il presidente Baselice: “Parliamo anche di ragazzi di 14/15 anni. Tutto quanto ci deve far riflettere. Sulla somministrazione deve intervenire l’autorità costituita, noi come educatori di stili di vita, possiamo denunciare questa illegalità, però il nostro compito è quello di sostenere la famiglia (che spesso non sa cosa fare, assiste impotente al fenomeno) a fronteggiare queste problematiche, spesso sottovalutate. Alla domanda: “Si parla molto di alcoolismo, la droga, sembra quasi un male minore… Baselice risponde: “L’alcool è vissuto come una droga – non droga, una sostanza più innocua rispetto alle droghe, mediaticamente più spaventevoli, come l’eroina, attraverso lo sniffo, la cocaina, la feniletilamina – ecstasy soprattutto. Diciamo anche che c’è una fascia di sperimentazione più avanzata di divertimento estremo, dove l’alcool si associa a queste sostanze. Il nostro intervento è quello di ragionare come percepiscono i giovani il problema, non si tratta di proibire o spaventare, perché questa esperienza metodologica è fallimentare”. Salerno si colloca come luogo di movida non diversamente da altre città, non si hanno i numeri di Roma, Milano, di Rimini, vista la diversa intensità abitativa… ma: “Se concentrassimo tutte le generazioni delle movida della provincia salernitana, troveremmo Roma, Milano, ecc. La movida di Salerno non è meno preoccupante di quella di Cava de’ Tirreni, di Vallo della Lucania”, ci dice il coordinatore Baselice. Per l’associazione, tra gli impegni da realizzare nel 2014 vi è la nascita di un nuovo Club a Potenza; tre nuovi Club a Salerno e di un nuovo Club a Cava Dei Tirreni. Nella provincia vesuviana interna di Napoli (Marigliano, Ottaviano, San Giuseppe Vesuviano) si prevede la nascita di almeno due Club. Su Avellino si apriranno almeno due nuovi Club. Inoltre, è previsto presso la sede del corso, per il giorno 20 giugno alle ore 15.30, un incontro con i Corsisti disponibili ad attivarsi sia nel ruolo di Servitore-Insegnante, al fine di attivare una collaborazione con l’Arcat nei Programmi Alcologici Territoriali.

Rosalba Ferraioli

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