Albanella, fallimento caseificio Aminea 8: rischiano il processo

Scritto da , 27 maggio 2017
tribunale

PI.FE.

ALBANELLA. In sei rischiano il processo per il crac da sette milioni all’azienda “Aminea Otto” di Albanella. Il prossimo 8 giugno il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Salermo Sessa sarà chiamata a decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pubblico ministero Francesco Rotondo a carico di: Amerigo Marino. Michele Oscar Cafarelli (avvicendatisi nel ruolo di presidenti del consiglio d’amministrazione di Amminea) Angelo Maria Carrozza (vice presidente), Emilio Erra (consigliere d’amministrazione), Benedetto Ligurso (consigliere d’amministrazione), Fioravante De Vivo (amministratore unico). Nel 2008 la ”Aminea otto” con un cambio di ragione sociale prese il posto del caseificio “La Nuova Contadina srl”. Nel 2012, il 24 aprile esattamente, la Aminea venne dichiarata fallita. Questo il fulcro dell’inchiesta. Agli amministratori che si sono succeduti al vertice della società si addebita di aver calcolato in attivo per tre bilanci, dopo il passaggio societario, una somma di poco più di due milioni indicandola alla voce “avviamento”. Tale procedura sarebbe stata corretta se l’azienda acquisita fosse stata in grado realmente di produrre utili superiori ai livelli ordinari. Invece l’azienda nell’ultimo triennio aveva originato solamente perdite. Secondo la Procura i sei soggetti per i quali è stato richiesto il rinvio a giudizio hanno contribuito a provocare il dissesto della società, esponendo in bilancio fatti non veritieri e rappresentando quindi una solidità patrimoniale che in realtà non sarebbe esistita. Abbastanza per indurre in errore tanto i creditori quanto le banche che erogavano finanziamenti, facendo trovare entrambi spiazzati quando nel 2010 le perdite di esercizio furono tali da “mangiarsi” il patrimonio e, due anni dopo, la srl Aminea Otto fu dichiarata fallita.

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