Al via “Itaca”, la bottega dei ritorni

Scritto da , 2 gennaio 2017

Da oggi al 7 gennaio la Chiesa di Sant’Apollonia diverrà lo spazio privilegiato di un laboratorio teatrale evento della seconda edizione di Mutaverso

Di GEMMA CRISCUOLI

Molto più di un laboratorio: un’esperienza di condivisione che sia totale messa in gioco. Inizia oggi presso la Chiesa di Sant’Apollonia e terminerà il 7 gennaio “Itaca/ La bottega dei ritorni”, una piccola residenza artistica che riunirà operativamente alcuni attori di Salerno e provincia, i quali prenderanno parte al laboratorio di Nerval Teatro “La Germania che ho in testa” a cura di Maurizio Lupinelli. L’iniziativa è il primo passo di Mutaverso, la stagione teatrale, giunta alla seconda edizione, che ha in Vincenzo Albano il suo direttore artistico.  I venti interpreti coinvolti si misureranno con un testo di Fassbinder, “Sangue sul collo del gatto”, pièce del 1971 che non perde a distanza di anni la propria capacità di incendiare il concetto stesso di confine e di regola. La protagonista, Phoebe Zeitgeist, è un’aliena che vuole studiare il linguaggio degli uomini, ma nulla è più ingannevole della comunicazione e la tendenza della strana ospite a ripetere meccanicamente e all’apparenza senza senso parole e frasi porterà alla luce contraddizioni e assurdità del comportamento umano. L’ex femminista fallita, il piccolo borghese, la modella in grave regressione, l’omosessuale emancipato, per citare solo alcuni dei personaggi, confluiranno in un contesto che saprà fare a pezzi ogni rimozione. L’opera va tuttavia considerata un canovaccio che porti alla luce la specificità dei singoli percorsi degli attori, così che la comune esperienza possa dare frutti al di là di ogni intento programmatico. Sono previsti un piccolo gruppo di uditori, un diario di bordo a cura di “Scene contemporanee”, partner dell’iniziativa come Puracultura, e un docufilm che testimoni il percorso svolto.  “Quello di Itaca non pretende di essere un censimento esaustivo delle risorse artistiche legate all’ambito di Salerno e provincia- ricorda Albano- né tantomeno si intende fare riferimento alla retorica del nemo propheta in patria. Maurizio Lupinelli è un capofamiglia ideale che sa creare un gruppo in un ambito che vuole dare vita a relazioni al di là di ogni frammentarietà. Ecco perché il pubblico può assistere a ogni fase di questo itinerario e il 7 gennaio sarà un momento di restituzione alla platea di quanto compiuto. Credo alle affinità, non alla rete. Il dialogo tra individui diversi, sia pur accomunati dalla provenienza geografica, è il punto di partenza di una costruttiva relazione con la scena e ciò che la circonda”.

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