Agropoli, vietato criticare sui social. L’assessore Apicella promette querele

Scritto da , 5 Agosto 2022
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di Arturo Calabrese

Durante una conferenza stampa, tra l’altro poco partecipata a differenza di quella tenuta dalla minoranza a inizio settimana, il Comune di Agropoli annuncia di essere pronto a querelare chiunque sui social network infanghi il buon nome della città. A rappresentare al popolo la volontà di Palazzo di Città è l’assessore al turismo Roberto Apicella: «Agropoli è il top a livello paesaggistico – dice – ma è un vero peccato che venga trattata male a causa di poche persone che si divertono sui social. Tutto ciò crea un danno di immagine, riscontrato anche da ristoratori e albergatori». Secondo l’amministratore, i gestori delle attività ricettive, comportato importante dell’economia cittadina, avrebbero avuto disdette a causa dei commenti negativi. «Anziché commentare negativamente – aggiunge Apicella – gli agropolesi dovrebbe condividere sui propri canali social le iniziavi dell’amministrazione». Dopo di ciò, l’assessore annuncia le serie intenzione del sindaco Roberto Antonio Mutalipassi e dei suoi: «la giunta vuole mettere fine alle polemiche eccessive che possano in qualche modo danneggiare Agropoli. Le critiche ci stanno – ammette in un momento di forte impulso costituzionale – ma non bisogna denigrare la nostra città. L’amministrazione Mutalipassi – chiude Apicella – è pronta ad identificare e agire legalmente per i danni di immagine che si rischiano di subire». Sarà da capire, adesso, se la velata minaccia dell’amministrazione è indirizzata a tutti coloro i quali commentano lo stato delle cose della cittadina agropolese. Se così fosse, anche chi scrive deve essere oggetto di querela in quanto più volte è stata riportata su questo giornale la tragica situazione della posidonia spiaggiata sui litorali o lo stato di abbandono in cui versa il palazzetto dello sport intitolato a Peppino Impastato o ancora la richiesta di rinvio a giudizio per peculato che pende sulla testa di Domenico “Mimmo” Gorga, presidente della partecipata Agropoli Cilento Servizi. Nei prossimi giorni, si avranno maggiori informazioni e cioè quando da Palazzo di Città partiranno le prime denunce a danni di un internauta che, nel pieno delle sue facoltà cittadino nato in Italia, Paese in cui è presente la libertà di parola, di espressione e di pensiero, dice la sua. Valutata anche l’offesa valsa al cittadino la querela, si capirà il metro di giudizio e i criteri che Mutalipassi ed Apicella adotteranno.

Le critiche

Manco a dirlo, le parole degli amministratori hanno scatenato le critiche dei cittadini. C’è chi chiede maggiore attenzione alle strade, alle spiagge, alla sicurezza, al rispetto delle regole, chi chiede all’amministrazione di intervenire le piccole emergenze delle città, chi di renderla presentabile al turista, chi di rendere Agropoli una città turistica con collegamenti cittadini e pannelli, oggi assenti, dove si riportano gli orari dei mezzi pubblici. Duro, come al suo solito, è Mario Capo, storico esponente della destra agropolese che si dice concorde con Apicella, ma qualche distinguo: «Sono totalmente d’accordo con l’assessore Apicella – il suo pensiero – quindi mi aspetto che domani partano le azioni giudiziarie nei confronti di chi ha diffuso, in tutta Italia, l’immagine di Agropoli come il paese delle fritture e degli “escamotage”, al punto da attrarre  l’interesse di giornali nazionali e di trasmissioni televisive su canali nazionali. Mi aspetto che domani partano le azioni giudiziarie nei confronti di chi ha distrutto il Lido Azzurro e la Marina, scempi che hanno attirato l’attenzione di RaiUno. Mi aspetto azioni giudiziarie nei confronti di chi ha portato Agropoli sui giornali nazionali per rapporti tra esponenti dell’amministrazione e  ambienti malavitosi. In ordine di danno – aggiunge – cosa vuoi che sia un commento sui social in raffronto a mezz’ora  di trasmissione su Raiuno, che mostra il disastro ambientale del Lido Azzurro. E mi fermo al danno di immagine – spiega – se vado ai danni di sostanza dovrei scrivere un volume». In chiusura Capo manda un attestato di stima e sostegno ad Apicella: «Forza assessore – chiosa –  vai avanti con le azioni giudiziarie. Personalmente sono pienamente con te». Nel dibattito, interviene anche il consigliere di opposizione Raffaele Pesce e lo fa citando la Carta: «”Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”, dice l’articolo 21 della Costituzione. Probabilmente troppo democratico per i “democratici” agropolesi». Nel frattempo, nella cittadina agropolese si sta organizzando una manifestazione di piazza contro le velate minacce di Mutalipassi e i suoi. Il popolo degli internauti, infatti, vuole rivendicare la propria libertà nel pieno rispetto proprio dell’articolo citato dal consigliere Pesce, una conquista della nascente Repubblica Italiana che è costata la vita a tantissimi giovani spinti dall’ideale di libertà.

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