Agro. Piano di Zona ambito S1: si avvicina lo spacchettamento in tre presidi. Tutto ciò che accadrà, in 5 articoli

Scritto da , 31 ottobre 2015
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Piano di Zona ambito S1: si avvicina lo spacchettamento in tre presidi

Parla la Di Somma

SCAFATI/AGRO. Il piano di zona sarà smantellato in diversi presidi territoriali e a guidare l’ambito s1 verso la sua fine sarà la coordinatrice Maddalena Di Somma: questa la decisione del lungo coordinamento del piano di zona ieri pomeriggio in via Libroia a Nocera Inferiore. La decisione è stata presa all’unanimità dai sindaci o dai delegati di Corbara, Scafati, Angri, Sant’Egidio, San Marzano, San Valentino Torio, Sarno, Pagani, Nocera Inferiore e Superiore, Castel San Giorgio, Roccapiemonte e la Provincia di Salerno. Riconfermata per altri sei mesi la coordinatrice Maddalena Di Somma e poi, al via lo smantellamento dei servizi sociali dell’Agro in diverse parti. Nasceranno i bramati presidi territoriali. Invece dell’attuale ambito s1 ci saranno diversi presidi. In primis quello Scafati (attuale comune capofila), Angri, Corbara e Sant’Egidio. C’è poi il presidio Sarno, San Marzano, San Valentino Torio e Pagani. Infine il presidio di Nocera inferiore-superiore, Castel San Giorgio e Roccapiemonte. Una scelta decisamente coraggiosa che però per essere messa in pratica ha bisogno prima di tutto del placet della Regione Campania ma anche e soprattutto di un lungo iter burocratico che quindi implica tempi alquanto lunghi. Ecco perchè si è deciso di lasciare al suo posto Maddalena Di Somma nonostante tutto. Infatti la professionista guiderà il concorso a tempo determinato per circa venti figure professionali fino alla fine e poi contribuirà allo smantellamento burocratico amministrativo del Piano di zona. Una sorta di scelta obbligata per gli altri comuni che quindi hanno sposato quella che era stata la discussa nomina della Di Somma. In particolare Sarno, Pagani, Castel San Giorgio, Nocera Inferiore, Nocera Superiore e la stessa Provincia di Salerno volevano lo smantellamento mentre Scafati, Angri, San Valentino Torio e San Marzano sul Sarno volevano preservare lo status quo fino a che fosse possibile. Alla fine si sono venuti incontro ed hanno optato per la scelta di nominare Di Somma fino alla traghettata finale dell’ambito s1. “Soddisfatta per la scelta dei sindaci sulla mia  riconferma e anche della scelta di suddividere il piano di zona in tre diversi ambiti. E’ una normale prassi, una sorta di normale evoluzione che oramai era necessaria perché il nostro ambito è troppo ampio per essere gestito in questo modo- spiega Di Somma – Intanto ci vorranno mesi prima dello smantellamento ed intanto io resto al mio posto e non posso che dire che la convergenza di opinioni sul mio nome mi gratifica. Abbiamo fatto ripartire un piano fermo e che era oramai al palo, adesso proseguiamo sulla stessa strada”. La gestione quindi almeno per i prossimi sei mesi (prorogabili) resta nelle mani della dirigente scafatese Maddalena Di Somma scelta lo scorso anno da Pasquale Aliberti, sindaco del comune capofila.  Nei mesi e settimane scorse erano state le richieste di commissariamento del piano di zona specie per le tante visite della Finanza della compagnia di Scafati e di Salerno alla sede di via Libroia che hanno attenzionato gli appalti e le nomine del personale nella gestione organica degli ultimi tre anni. Da Pasquale Prudenzano fino a Plinio Bartiromo passando per Gennaro Basile, adesso è tutto al vaglio della Procura mentre al piano di zona lo “spettacolo deve andare avanti”.

 

Piano di zona, tra realtà e possibile futuro. Il Piano di zona S1 è stato concepito come un piano regolatore comprensoriale per la gestione dei servizi essenziali alla persona, nacque come un nuovo strumento di programmazione sovra-comunale per la realizzazione di tutte le azioni finalizzate alla promozione della dimensione sociale del territorio. Attualmente vede la partecipazione, nel suo ambito, della Provincia di Salerno, dei 12 comuni dell’Agro nocerino sarnese (Angri, Castel San Giorgio, Corbara, Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Pagani, Roccapiemonte, San Marzano Sul Sarno, Sant’Egidio del Monte Albino, Sarno, San Valentino Torio, Scafati), dell’Asl Sa1 e di alcune realtà associative presenti sul territorio. L’intenzione della maggior parte dei sindaci del piano è, da qui a breve, anche secondo indicazioni regionali, quella di dividere il piano d’ambito S1, che è uno dei più grandi d’Italia, in distretti più piccoli legati all’azienda sanitaria locale di riferimento. All’attuale piano di zona compartecipano 3 distretti sanitari (il 60, il 61 e il 62), con lo smembramento si intendono creare tre distretti ognuno legato alla propria Asl di appartenenza. A breve dunque si dovrebbe avere un ambito di zona che comprende i comuni di Scafati, Angri, Corbara, Sant’Egidio del Monte Albino; un altro composto da Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Roccapiemonte e Castel San Giorgio; infine il terzo comprenderebbe i comuni di Pagani, Sarno, San Valentino Torio e San Marzano. Alcuni sindaci vorrebbero che i nuovi ambiti di zona avessero una propria personalità giuridica, una propria autonomia contabile e non solo, resterebbe però da analizzare e definire un aspetto non meno importante, anzi: come dividere i debiti, la cifra debitoria supererebbe abbondantemente il milione di euro, dell’attuale Piano di zona. Su questo si aprirà sicuramente un dibattito molto aperto.
Gennaro Avagnano

 

Piano di Zona, le inchieste ormai non fanno più notizia. L’ultima denuncia in ordine di tempo -presentata alla procura nocerina- ha gettato ombre sulla gestione del Piano di zona S1 è datata circa venti giorni fa. Un Piano finito spesso nell’occhio del ciclone: solo mese di agosto la guardia di finanza si è recata per ben tre volte in via Libroia a Nocera Inferiore, sede del piano, per acquisire atti utili per le varie inchieste che lo riguardano. A finire sotto l’occhio degli inquirenti, questa volta è stata la selezione per individuare 21 figure professionali al fine di stilare una graduatoria triennale, una selezione tutt’ora  in corso. La selezione in corso al Pdz, piano di cui è comune capofila la città di Scafati, secondo la denuncia presentata in procura, sarebbe “truccata” perché alcuni candidati sarebbero stati agevolati,  avendo avuto la possibilità di prepararsi e conoscendo in anticipo le domande a cui li avrebbero sottoposti gli esaminatori.  I fogli con sopra le domande, manoscritte e dattiloscritte sarebbero in mano agli inquirenti, toccherà ora ad una speciale perizia calligrafica chiarire a chi appartiene la scrittura impressa sui documenti consegnati e allegati all’esposto presentato in procura. Nel frattempo la selezione sta andando avanti tra il disappunto di molti partecipanti che avendo saputo della denuncia e avendo appurato che le domande, presentate in procura e divulgate dagli organi di stampa, la nostra testata per prima e in anticipo, corrispondono realmente alle domande a cui erano stati sottoposti, si starebbero organizzando per adire per le vie legali contro un concorso che li avrebbe visti svantaggiati sia nei confronti dei candidati che avrebbero avuto le domande prima, sia svantaggiati degli altri candidati che avrebbero avuto la possibilità di prepararsi avendo conoscenza dei quesiti essendo stati divulgati anche attraverso la stampa. Un concorso la cui selezione finale quasi  sicuramente avrà un seguito in sede di contenziosi civili. (g.a.)

 

Agro. Da un lato Sarno, Pagani, Castel San Giorgio, Nocera Inferiore, Nocera Superiore e la stessa Provincia di Salerno. Dall’altro Scafati, Angri, San Valentino Torio e San Marzano sul Sarno. Due punti di vista differenti sui servizi sociali ma una gestione comune che ha creato non pochi problemi all’attuale coordinamento del piano di zona. Questi enti hanno in comune una cosa soltanto: la necessità di recepire fondi europei e regionali per dare risposte ai cittadini che necessitano di assistenza sociale di diverso genere. Insomma, una patata bollente che giorno dopo giorno si presenta come un problema insormontabile per i singoli amministratori. Ad essere diverso è anche il contributo di ciascuno: dalla maxi erogazione di Scafati che spende quasi un milione di euro, fino ai circa 700mila euro del Comune di Nocera Superiore, circa 150mila euro del Comune di Roccapiemonte, i quasi 700mila del comune di Nocera Inferiore, i 280mila del Comune di Sarno e i 95mila del Comune di San Valentino Torio. Una cifra stabilita in base al numero di abitanti e che il piano di zona gestisce sui progetti e le richieste delle singole amministrazioni che hanno “cassa comune” nell’ufficio ragioneria del comune di Scafati, coordinato dal dirigente Giacomo Cacchione.

 

SCAFATI/AGRO. Nomine, concorsi e tante chiacchiere. La gestione del piano di zona è finita agli onori della cronaca ultimamente per il rapporto molto particolare tra la parte politica e quella amministrativa.  In primis mesi fa la nomina di alcuni dipendenti a tempo  presi d’urgenza a seguito di una selezione lampo fatta dall’ente d’ambito su curricula professionali scelti da un’agenzia interinale. In quella selezione finirono mogli e parenti di politici del territorio (in particolare Scafati), nonché ex candidati di diversi paesi del comprensorio dell’ambito s1. Non ultimo il caso di Michele Strianese (nella foto). L’attuale sindaco di San Valentino Torio era dipendente a tempo dell’ente sovra comunale ma poi, eletto, si era dimesso e quindi ne era nata una nuova selezione. Era diventata una sorta di staffetta di “partito” al piano di zona in quanto dopo le dimissioni del sindaco Michele Strianese al suo posto era entrato il candidato della sua fronda politica, Generoso Frigenti. L’ex candidato al consiglio comunale della lista “Insieme per san Valentino” con Michele Strianese sindaco, l’ingegnere Generoso Frigenti è stato assunto per 12 mesi per 2mila euro al mese al piano di zona. Ventiquattromila euro in totale di soldi pubblici. In pratica, l’ex candidato entrava al posto dell’ex “incaricato” e attuale sindaco: dalla lista alla scrivania. Ma ancora altri affidamenti ed incarichi erano finiti nel mirino di stampa e procura.            (c.v.)

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