Agro Nocerino, Coca, crack e sesso: 3 lucciole ai domiciliari e la gang non parla

Scritto da , 21 Gennaio 2022
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Droga e prostituzione a Pagani e l’Agro nocerino, 3 donne  vanno ai domiciliari perchè incinte oppure hanno da accudire bambini in tenera età. Sono quelle coinvolte nel giro di spaccio messo in piedi da zio e nipote Pepe ma soprattutto sono considerate le ragazze di Giovanna Forino che oltre alla cocaina avrebbe gestito una casa per appuntamento dove le tre si prostituivano per accontentare clienti esigenti. Scrive il gip: “In considerazione del loro status di madri di figli minori, due sono madri di bambini nati tra il 2020 e il 2021, un’altra è in stato di gravidanza, si ritiene che per le tre donne debbano essere disposti i domiciliari giacchè non esistono quelle  esigenze di eccezionale rilevanza (anche alla luce dei ruoli concretamente svolti dalle indagate) tali da superare il divieto di applicazione della misura di massimo rigore come il carcere”. Intanto, una decina di coinvolti nel blitz della Dda di Salerno non hanno risposto alle domande del gip De Filippo nella prima tranche di interrogatori. Gli altri proseguiranno oggi dove sono attese le dichiarazione proprio dei promotori dell’organizzazione, zio e nipote Pepe. La genesi dell’inchiesta arriva proprio dalle case di appuntamento, attenzionate dagli inquirenti da un paio d’anni. E’ stato l’input per avviare le indagini e scoprire che dietro quel meritricio si nascondeva un fiorente giro di cocaina e crack con  affari da 4 milioni di euro annui. La prostituzione era diretta proprio da Giovanna Forino che si avvaleva della presenza di 4 lucciole.   I clienti avventori erano pronti a pagare per le dosi e le prestazioni sessuali, come quando presso la casa di prostituzione «arrivano due ragazzi di lettere che vogliono fare sesso”.  La Forino avrebbe gestito  e organizzato la “piazza” all’interno della casa di prostituzione, con prestazioni sessuali e cessioni di dosi di droga, con la partecipazione anche di Giovanni Masullo. Il filone di approvvigionamento partiva da Giannantonio Silvestri , che era il fornitore della Forino, “la quale a sua volta portava avanti la casa di appuntamenti, con le attività di cessione svolte dai veri compartecipi nell’ambito dell’attività di prostituzione svolta e gestita presso l’abitazione della Forino”.
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