AGRO. Il Piano di Zona assume, la Dda indaga

Scritto da , 5 dicembre 2015

Piano di zona,  pronti per nuove assunzioni senza bando e intanto si allunga la pila di denunce presentate nei confronti della gestione dell’ambito s1. Nei giorni scorsi era finita all’attenzione della Dda di Salerno la procedura con cui erano state selezionate cinque persone da una short list lampo per gestire lo sportello anti-violenza con sede ad Angri ma itinerante a Sarno e Roccapiemonte. Ora invece, la coordinatrice del piano di zona Maddalena Di Somma riprende, a seguito dell’annullamento del concorso per 20 figure professionali, ad assumere professionisti attraverso l’agenzia interinale. Infatti, è stata pubblicata qualche giorno fa una manifestazione di interesse per scegliere una società specializzata nella somministrazione del lavoro a tempo determinato. Lo scorso giugno la Tempor aveva ricevuto questo incarico ma adesso, occorre rifare l’intera procedura. Così il piano di zona ha dato il via ad una ricognizione interna tra i dodici comuni dell’Ambito S 1, per il reperimento delle figure occorrenti per l’ufficio di piano. Ma, questa ricognizione non ha dato esito vista la “specificità dei profili professionali richiesti”. Quindi si procederà somministrando lavoro attraverso un’agenzia interinale. Nei mesi scorsi le assunzioni fatte attraverso agenzia interinale avevano suscitato l’ira dei sindacati che avevano chiesto trasparenza prima e “commissariamento del piano di zona” poi. Però, dopo il flop e l’annullamento del concorso finito nell’occhio del ciclone per una serie di presunte (denunciate) irregolarità, l’ambito è poco popolato e quindi urge il personale. Eppure la procedura della scelta di lavoratori attraverso agenzia interinale aveva fatto sorgere non poche polemiche già negli anni scorsi. Proprio l’ex coordinatore del piano, Plinio Bartiromo nella sua lettera di dimissioni aveva scritto e denunciato alcune presunte irregolarità proprio nella gestione del personale con un contratto con la Tempor. Ma questa prassi torna spesso in uso nella struttura di via Libroia. Così come resta popolare la compilazione di short list: l’ultima il 10 novembre scorso, poco dopo l’annullamento del concorso. In quella scelta di personale da affidare allo sportello anti-violenza sulle donne erano state scelte professioniste già note agli ambiti politici oltre che del terzo settore. Infatti da quell’elenco erano state “pescate” Anna Malinconico di Pompei, coordinatrice da 20mila euro in 11 mesi, Valeria Cioffi di Scafati per 15mila euro, Carmela Cuomo di Nocera Inferiore (ma operativa nel Lazio) per 15mila euro, Agnese Rocca per di Scafati per 15mila euro e Luisa Cajazzo di Angri per 10mila euro. Sedicimila euro circa erano stati stanziati invece per l’agenzia che si occupa della comunicazione, Alelio Graphic di Scafati che ha delegato alcuni servizi ad altri professionisti esterni. Subito era scattata la denuncia alla Procura di Nocera Inferiore e alla dda di Salerno sia per la procedura ma anche per la stessa metodologia di selezione del personale, sempre senza bando.  Spesso, seguendo questo iter, si finisce per ritrovarsi sempre gli stessi “esperti di comprovata esperienza”. Ad esempio, la stessa  Anna Malinconico (ex candidata Udc alle politiche scorse), direttrice dell’associazione Apeiron, affidataria di numerosi servizi per l’ambito nel corso degli anni, aveva già fatto domanda per la selezione pubblica ma aveva raggiunto solo venti punti ( il massimo era 40) nell’analisi dei titoli e dell’esperienza. Eppure, proprio lei era stata assunta senza procedura ad evidenza pubblica un anno prima in un altro progetto. Nell’esposto poi viene menzionata anche la presenza di Luisa Cajazzo: la professionista scelta dalla coordinatrice Maddalena Di Somma era anche candidata alle ultime elezioni ad Angri in sostegno a Giuseppe D’Ambrosio sindaco (ora alleato dell’attuale primo cittadino Cosimo ferraioli). Caiazzo era scesa in campo con la lista La nuova Angri ma non ce l’aveva fatta a conquistare uno scranno in consiglio. Nel mirino dei denunciatari infine, anche l’assenza nel progetto, di altre professionalità oltre a psicologhe e sociologhe, diversamente da come prevede la norma in materia.

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