Aeroporto, scontro Maiese – Bonavitacola: «L’onorevole non sa quel che dice»

Scritto da , 20 febbraio 2013
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«Il Piano Passera? Ma se l’Onorevole Bonavitacola era assente in occasione dell’audizione del 3 ottobre, nel corso della quale si è discusso anche dell’aeroporto di Salerno? Bisogna prendere coscienza di quello che si dice, soprattutto quando si affrontano questioni serie come quelle relative allo sviluppo dell’aeroporto di Salerno».
Carmine Maiese, presidente di Aeroporto di Salerno Spa, replica con decisione alle dichiarazioni emerse nel corso della conferenza stampa tenuta ieri, all’interno dell’aerostazione dello scalo picentino, dagli esponenti del Pd. 
«L’aeroporto è un luogo pubblico – commenta Maiese – e se qualcuno vuole venire non posso certamente impedirlo. La conferenza stampa? Posso dire che sono onorato di aver ricevuto il Governatore (Vito De Filippo, presidente alla Conferenza stampa degli esponenti Pd, ndr) di una Regione interessata al nostro scalo come la Basilicata. Non è una “filiera” che ho immaginato solo io. Prima di me anche altri hanno tenuto importanti contatti con la Regione e la Camera di Commercio di Potenza. Da Potenza il nostro aeroporto è raggiungibile in mezzora con un’auto o con un treno, ipotizzando una stazione in coincidenza con l’aeroporto. Credo che quella parte della Basilicata che guarda al Tirreno rientra nell’interesse del nostro aeroporto, così come il nord della Calabria”. Fulvio Bonavitacola ha chiesto di non pubblicare il bando per la privatizzazione dello scalo prima della effettiva erogazione del finanziamento nazionale di 50 milioni per il rifacimento e allungamento della pista e la costruzione della torre di controllo. “Se si facesse come chiede Bonavitacola – precisa Maiese – ci incammineremmo in una strada senza ritorno. Guardi, il discorso è semplicissimo. Come società di gestione sin dal 2000 abbiamo presentato un’istanza di affidamento della gestione totale dell’Aeroporto in capo alla Spa. Quando si fa questo tipo di richiesta, e oggi siamo alle soglie del risultato, e si pensa di chiudere per tre anni l’aeroporto per completarlo autorizziamo di fatto l’Enac a revocarci immediatamente la licenza».
Quindi cosa suggerisce?
«Ripeto, bisogna tornare indietro con la mente – commenta Maiese – e rivalutare le azioni che non io, ma persone che oggi parlano hanno compiuto. O si dice nel 2000 mi sono sbagliato, ho scelto una strada che ora non condivido più, oppure mi sto zitto. Tutto questo, sia chiaro, non dimenticandoci che il Consorzio ha deciso di privatizzare la società di gestione attraverso il bando».
Eppure l’onorevole Bonavitacola chiede di non pubblicare il bando per l’affidamento della gestione dello scalo.
«Bonavitacola chiede questo? Sono dichiarazioni destituite di ogni fondamento – attacca Maiese – perché il decreto ministeriale (il numero 521/97, articolo 2, comma 3, ndr) stabilisce in modo chiaro le procedure sulla scelta che il pubblico deve fare per affidarsi ai privati. Parliamo di esponenti parlamentari che dovrebbero conoscere il funzionamento di certe dinamiche. Le procedure di individuazione del privato al quale affidare la gestione dello scalo possono essere rese note e trovano attuazione solo ed esclusivamente mediante gara pubblica».
Maiese, quindi, chiarisce i passaggi che hanno portato alla pubblicazione del bando.
«Il documento – spiega il presidente di Aeroporto di Salerno Spa – è stato posto al vaglio dei Ministeri di competenza e dell’Ente nazionale per l’aviazione civile, l’Enac. Ministeri ed Enac hanno mosso, quindi, dei rilievi e proposto correzioni che il Consorzio ha recepito prontamente. Il bando è uno strumento sbagliato o non valido? Vuol dire che hanno sbagliato anche il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e l’Enac. Mi chiedo, sinceramente, come si possa mettere in discussione ciò che prevede la legge e solo la legge».
Perché, allora, si sollevano dubbi sul bando e sulle scelte da compiere per la privatizzazione dell’aeroporto?
«Sinceramente trovo difficoltà a comprenderlo – sottolinea Maiese – perché la legge ci offre due strade da seguire: o do un valore alla società e affido la gestione a chi mi offre di più oppure non chiedo praticamente nulla a chi ‘entra’ in gestione (ed è il caso di Pontecagnano, che ha posto in vendita il 65 percento delle azioni della società del valore nominale di un euro, ndr) ma metto ‘a gara’ il piano di sviluppo dell’Aeroporto. Viene scelto chi mi garantisce lo sviluppo migliore dello scalo. Si tratta di un piano che porterà ad una crescita incredibile. Se non ci fossero interessi pubblici alla base ma si ragionasse tra privati questo tipo di investimento avrebbe immediatamente trovato interlocutori. Pensiamo allo sviluppo dell’area cargo, al di là del trasporto passeggeri e dei charter. Smettiamola di parlare lingue incomprensibili, l’Europa ci chiede di agire su questa direttrice».
A cosa si riferisce, in particolare?
«Semplice. Facciamo un gran parlare – spiega Maiese – della cosiddetta intermodalità. E’ l’Europa che ci chiede di agire a 360 gradi. Abbiamo una linea ferroviaria che transita a meno di 200 metri dal sedime aeroportuale. Realizzare una stazione di transito è quanto di più semplice da fare, senza pensare alla metropolitana leggera e a tutte queste chiacchiere. Pensiamo a un regionale veloce che possa portare dalla Basilicata, dal Nord Calabria i nostri utilizzatori finali. Pensiamo a un binario che colleghi la linea principale allo scalo merci. Pensiamo all’interporto e pensiamo che, a poche centinaia di metri, abbiamo il mare. Non è intermodalità questa? Pensiamo alle cose che possono davvero far crescere lo scalo e smettiamola di curare gli interessi di bottega. Il problema non è solo di Salerno ma di tutta l’Italia».
In che senso?
«Nel senso – affonda Maiese – che ora sono io a farle una domanda: si è mai chiesto perché la sola città di Londra, con i suoi scali, registra in un anno gli stessi passeggeri di tutti gli aeroporti italiani? Glielo spiego io: in Italia i turisti scelgono di raggiungere le località di interesse artistico o turistico con altri mezzi perché non offriamo l’interconnessione. Gli aeroporti sono dei colli di bottiglia, si raggiunge uno scalo e poi bisogna perdere due-tre ore di tempo per raggiungere, se tutto va bene, una località d’interesse. Malpensa ha dovuto attendere anni per avere un treno di collegamento, noi abbiamo la linea ferroviaria a poche decine di metri dallo scalo. Questa è un’occasione. Smettiamola di cercare ostacoli e pensiamo a sfruttare le opportunità».

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