Addio, Btp! Fallisce la storica azienda battipagliese

Scritto da , 13 giugno 2015

di Carmine LANDI

BATTIPAGLIA. Btp Tecno: è finita.

Nella giornata di giovedì, infatti, il giudice Daniele Bianchi del Tribunale di Genova ha sancito ufficialmente il fallimento della storica azienda di via Bosco I, raccogliendo l’istanza fallimentare presentata dall’ormai ex liquidatore Giuseppe Toia. Una scelta obbligata, quella compiuta dall’organo di liquidazione, che non ha potuto fare altro che prendere atto della mancanza di un interessamento reale da parte dei libici della Q.S.E., l’azienda di Qaser Saadel El Garradi.

Una vera e propria doccia fredda per i lavoratori dello stabilimento battipagliese: da un po’ di settimane a questa parte, in effetti, le maestranze della Btp Tecno avevano abbandonato ogni speranza, ma hanno accolto comunque mestamente la notizia arrivata in questi giorni. Giorni difficili per loro, che si ritrovano costretti a rinunciare alla Cigs (Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria) e ad accontentarsi, per meri errori burocratici, di 300 euro al mese per il contratto di solidarietà.

Non può dirsi felice neppure lo stesso Gian Federico Vivado: l’ex patron dell’azienda, infatti, aveva presentato la richiesta di concordato preventivo, sì da provare a metter d’accordo tutti coloro che appartengono alla folta fila dei creditori, ma la magistratura ha deciso di contrapporre un netto diniego all’istanza avanzata dall’imprenditore ligure.

Ora in azienda arriveranno i curatori fallimentari, Andrea Borziani e Bruno Bassi – gli stessi della Oms Ratto di Guidonia, altra azienda che fa capo al gruppo ligure di Vivado & co. – per inventariare il materiale da mettere all’asta, mentre Sergio Galluzzo (Fim Cisl) Fiorenzo Veneri e Paola Trimarchi (Fiom Cgil) incontreranno i lavoratori per provare a concretizzare l’idea del progetto per la start-up. In cerca di finanziamenti ministeriali. La Btp è morta.

Consiglia

Cronaca

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->