Addio alla zona industriale Sarà mega centro commerciale La variante dell’Asi snatura l’area: via libera ad attività commerciali, compresa “La Fabbrica” di Lettieri

Scritto da , 2 novembre 2017

Andrea Pellegrino

C’era una volta la zona industriale di Salerno, con le sue fabbriche. Oggi quel progetto industriale è morto e sepolto. Ora più che mai che l’Asi di Salerno ha sottoposto una variante alle norme tecniche, approvata martedì dall’aula consiliare. Così nella zona industriale, che ha ospitato stabilimenti del calibro della Filtrona, Marzotto ed Ideal Standard, si potranno aprire tranquillamente attività commerciali, ristoranti e centri benessere.

Il caso Lettieri

D’altronde, Lettieri docet. Da due industrie sono nate “Le Cotoniere” a Fratte ed ora “La fabbrica” nella zona industriale, a pochi passi dal pastificio Amato, unico superstite nell’area salernitana. Un tempo c’era la Medsolar, nata dalle ceneri delle Cotoniere (Mcm) di via dei Greci, che avrebbe dovuto salva- guardare i livelli occupazionali.Ora, invece, sorgerà l’ennesimo centro commerciale con annesso centro benessere

Addio all’industria

«C’è un ulteriore snaturamento della zona industriale di Salerno. Qui capita che le zone agricole diventano industriali e quelle industriali totalmente commerciali», dice il capogruppo di Campania Libera Corrado Naddeo che si è opposto alla variante sottoposta all’attenzione del Consiglio, andando contro le indicazioni della maggioranza del sindaco Napoli. «Di industriale non c’è più nulla», tuona, invece, Gianpaolo Lambiase (consigliere comunale di “Salerno di tutti”): «Nuove autorizzazioni di outlet, sale scommesse, viene eliminato il limite altezze (prima era di 14 metri) si raddoppia la possibilità di fare commercio nell’area industriale. C’è pure il nuovo centro commerciale “La fabbrica” di Lettieri che di industriale ha solo il nome, in palese contrasto con gli scopi del consorzio Asi». Ma per l’assessore all’urbanistica Mimmo De Maio è tutto normale: «Sono anni che la grande industria non c’è. Cambiano i tempi, cambiano le esigenze».

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