Addio alla celiachia con una pillola

Scritto da , 9 febbraio 2014

Una pillola per far scomparire il problema della celiachia, contenente un enzima che sopperisce all’intolleranza al glutine, annullando l’effetto tossico sull’organismo del celiaco, dovrebbe essere commercializzata tra 2 – 3 anni. Questa pillola miracolosa, potrà avere una efficacia importante oltre che per la celiachia, anche per altre importanti patologie, come la sclerosi multipla e l’artrite reumatoide. Ad annunciarlo, durante una conviviale rotariana tenutasi giovedì al Grand Hotel Salerno, organizzata dal Rotary Salerno Est, presieduto dal dottor Ernesto Levi, è stato il professor Alessio Fasano, direttore, presso l’università di Baltimora nel Maryland, del centro di ricerca sulla celiachia. Fasano ha anche annunciato l’inizio a breve (nel mese di marzo) delle attività didattiche e di ricerca nel grande Centro di ricerche sulla celiachia creato nel convento di San Nicola della Palma, in via De Renzi, in una delle sedi della Scuola Medica Salernitana: «In questi giorni stiamo ultimando i collaudi e a breve apriremo i laboratori e inizieremo le attività di ricerca. Per fare buona medicina c’è bisogno di lavorare in sinergia con le altre professionalità ed essere coscienti che non abbiamo futuro se non formiamo i giovani: il progetto di Salerno ha l’obiettivo di creare le condizioni di eccellenza per la formazione della nostra prossima generazione che non deve essere obbligata, come è successo a me, ad andare via dal nostro Paese, ma deve avere la possibilità di scegliere». Il giovane ricercatore italoamericano, ha anche raccontato che sta portando avanti una ricerca il cui obiettivo è quello di curare chi soffre di autismo e di schizofrenia attraverso una dieta priva di glutine. «Celiaci non si nasce, ma ci si diventa per una predisposizione genetica. La celiachia colpisce  l’1% della popolazione generale e come per tutte le altre malattie autoimmunitarie siamo nel pieno di una epidemia di celiachia che aumenta sempre più nel tempo. Questo può dipendere anche dal cambio troppo veloce dell’ambiente, al quale non riusciamo ad adattarci. Non mangiamo più come una volta, mangiamo cibi che non sono più prodotti localmente. Anche la componente di un uso sproporzionato degli antibiotici ha complicato maggiormente le cose. E’ fondamentale praticare un’alimentazione più sana, utilizzando prodotti locali, senza additivi e conservanti.». Presente alla serata anche la dottoressa Anna Sapone, responsabile del progetto di ricerca sulla reattività al glutine della II Università di Napoli che ha precisato: «La celiachia è una malattia autoimmunitaria mentre la sensibilità al glutine non è autoimmunitaria, ma è una reazione dell’organismo nei confronti di questi antigeni che si trovano nel pane, nella pasta. I sintomi sono gli stessi». Il presidente Ernesto Levi, che ha organizzato la serata insieme al socio Eddy Ventura, ha consegnato insieme al Governatore del Distretto 2100, l’architetto Maria Rita Acciardi, al professor Fasano, la massima onorificenza rotariana, “Paul Harris Fellow”: «Il dottor Fasano è un salernitano doc che 21 anni fa è andato in America dove ha avuto un gran successo con la sua ricerca sulla celiachia e sui disturbi alimentari. Gli consegniamo la Paul Harris, un riconoscimento che si dà alle persone che si distinguono nel sociale». Tante le autorità presenti, tra queste: il Rettore dell’Università Aurelio Tommasetti, che vede in Fasano un riferimento importante per l’Università: «E’ già un pilastro della nostra Università. Con il completamento del suo progetto ci sarà la possibilità di aumentare la progettualità sul nostro territorio e di creare posti di lavoro per i nostri futuri ricercatori»; il direttore generale dell’Azienda ospedaliera Vincenzo Viggiani, secondo il quale il professor Fasano è un patrimonio incredibile di questo territorio: «Anche nel nostro disastrato Sud quando si mettono insieme le energie si riescono a fare cose straordinarie come quelle che sta creando il dottor Fasano»; il presidente dell’Ordine dei Medici Bruno Ravera, ha rimarcato un fenomeno assurdo che caratterizza il nostro Paese, quello dell’esportazione di cervelli: «Il dottor Fasano è uno dei tanti italiani che al termine della sua formazione universitaria, è stato costretto ad emigrare perché in Italia non vi erano le condizioni per fare una ricerca importante. Gli Stati Uniti ed altre nazioni, ringraziano l’Italia che spende circa duecentomila euro per portare un giovane alla laurea che poi regaliamo agli altri paesi per fare ricerca»; il questore Antonio De Iesu ha trovato delle affinità tra la professione del dottor Fasano e il suo lavoro: «Lui previene e cura patologie che incidono sul benessere fisico delle persone, io cerco di prevenire e curare patologie gravissime criminali che incidono sul benessere delle persone e della comunità»; l’assessore all’annona, Franco Picarone ha ricordato come l’amministrazione comunale insieme al dottor Fasano si sia impegnata per reperire i fondi necessari per ristrutturare il convento di San Nicola e attivare le ricerche: «Le ricerche di Fasano, un figlio della nostra terra, sono un fiore all’occhiello della nostra città». Il Governatore Maria Rita Acciardi, ha ricordato gli obiettivi del Rotary e che: «Il professor Fasano rappresenta una risorsa fondamentale di comunicazione, ma anche un inno alla fiducia, all’entusiasmo, alla capacità di questo Paese di fare sinergia e di essere ancora una presenza importante nel mondo. Come Rotary dobbiamo augurarci che persone come il professor Fasano siano un traino per iniziative importanti che servano a ridare fiducia ai giovani che non devono lasciare il nostro Paese».

Aniello Palumbo

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