Addio a Tonino Caldoro, il socialista romantico

Scritto da , 29 giugno 2015

di Andrea Pellegrino

Per amici ed avversari (politici) di un tempo, Tonino Caldoro è stato un “socialista romantico”, testimone di un modo di far politica unico e che, oggi, dovrebbe fungere da monito. La scorsa notte, all’età di 91 anni, Antonio Caldoro, dopo una lunga vita completamente socialista, è morto a Napoli. E come da sue volontà è stato tumulato nella “sua” Ischia, l’isola che amava e che l’aveva fatto cittadino onorario. Ieri pomeriggio, l’ultimo saluto con una cerimonia che si è svolta in forma privata con una benedizione in chiesa ma senza rito. Papà di Stefano, ex presidente della giunta regionale della Campania, era stato la sua guida politica anche nell’ultima campagna elettorale. Parlamentare socialista dal ’68 (nel ’68 fu anche segretario della federazione socialista di Napoli) fino al 1984, quando si dimise per passare alla presidenza del Istituto nazionale trasporti, Tonino Caldoro è stato anche consigliere comunale a Napoli sotto il sindacato di Achille Lauro; negli anni ’50 è stato invece consigliere comunale a Gragnano. Nel partito vicino alla posizioni di Giacomo Mancini, poi con Craxi. Sempre riformista ed autonomista, di formazione anarchica. Ferroviere nel dopoguerra si iscrive al sindacato dei ferrovieri poi diventa segretario della Camera del Lavoro di Napoli. Iscritto alla Cgil dal 1947. Sono gli anni in cui è protagonista delle battaglie dei lavoratori per la conquista dei diritti e delle garanzie. Dal mondo dello spettacolo, restano le sue battaglie per i lavoratori del San Carlo, fino a quelle contadine e nelle fabbriche. Antonio Caldoro fu sottosegretario alla marina mercantile nel ’74 poi all’inizio degli Ottanta fu sottosegretario ai trasporti. Nella sua lunga attività politica diverse le battaglie in favore del lavoro, fu in prima linea nel Partito e nelle commissioni competenti con la stesura dello Statuto dei Lavoratori con il ministro Giacomo Brodolini. Poi impegnato sui temi della giustizia e contro le speculazioni edilizie a Napoli. Tanti sono stati i messaggi di cordoglio. A partire da Vincenzo De Luca. «Ricordo la passione civile – dice De Luca – e l’impegno di una vita spesa al servizio del bene comune. Un esempio prezioso dei più alti valori politici e morali». Ricordo commosso quello dell’ex ministro alle aree urbane Carmelo Conte: «Per me è stato un grande amico ed anche un compagno di un breve viaggio parlamentare. Con il figlio Stefano ho vissuto, poi, una straordinaria e leale collaborazione. E’ stato vicino nei momenti difficili del partito, così come nei momenti di successo. Mi addolora – dice l’onorevole Conte – che sia venuto meno dopo aver assistito a questa campagna elettorale e, soprattutto, al suo epilogo. Tonino Caldoro è stato testimone di una sinistra romantica ed unica che dovrebbe esser di monito e di riferimento anche nell’attualità». Cordoglio anche da Aniello Salzano che, seppur storico democristiano, non rinnega la vicinanza alla famiglia Caldoro. «Un socialista romantico, d’altri tempi – dice il professore Salzano – un grande padre di famiglia che ha seguito il figlio Stefano con grande affetto. Tonino è stato il consigliere prediletto di Stefano e gli ha trasferito la sua grande esperienza politica. Un uomo di razza e della prima Repubblica, dotato di grande cultura politica. Sono legato alla famiglia Caldoro e ne apprezzo la loro compattezza». Se ne va un esempio della buona politica, dice invece il senatore forzista Enzo Fasano: «La mia storia politica è stata distante da quella dell’onorevole Antonio Caldoro ma ne ho sempre apprezzato l’impegno, l’autorevolezza e la moralità di cui anche la discrezione con la quale ci ha lasciati ne è una testimonianza». Ancora Edmondo Cirielli, deputato dei Fratelli d’Italia dice: «E’ stato un uomo delle istituzioni, coerente, impegnato e sempre attento ai temi concreti, un punto di riferimento per le battaglie ideali della politica e per la storia socialista, un vero esempio della politica al servizio della comunità».

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