Addio Alessandro Nisivoccia, una vita sul palcoscenico

Scritto da , 21 Gennaio 2022
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di Monica De Santis

Una vita spesa per il teatro e per la famiglia. Basterebbero queste poche parole per descrivere Alessandro Nisivoccia, o meglio ancora Sandro, come tutti amavano chiamare. Una vita passata tra teatro e famiglia. Una vita che purtroppo si è spenta ieri sera, intorno alle 21. Sandro Nisivoccia, ci ha lasciati, ad 88 anni. Nato ad Udine, ha vissuto in diverse città italiane, a causa del lavoro del padre, fino ad arrivare a Salerno. Ha frequentato il liceo classico Torquato Tasso, per poi laurearsi in Lingue ed insegnare per quasi un ventennio in diverse scuole. Ma senza mai smettere di coltivare la sua passione per il cinema ed il teatro. Le sue prime esperienze teatrali le ha avute con una compagnia di Cava de’ Tirreni, poi passò alla compagnia della Trapassi e poi ancora a quella di Franco Angrisano e infine a quella di Mario Maysse. In teatro ha conosciuto quella che poi è diventata la sua compagna di scena e di vita. Regina Senatore. Dopo diverse esperienze, Sandro e Regina decisero di fondare una propria compagnia. Era il 1964, nasceva “Il Sipario”. Nel 1969 recita al fianco di Eduardo De Filippo in “Sabato, domenica e lunedì”. E’ il 1971, quando nel cuore del centro storico Sandro e Regina aprono il loro teatro che porta da prima lo stesso nome della compagnia per poi diventare nel 1978 il San Genesio. Sul finire degli anni 70 e gli inizi degli anni 80, Sandro corana uno dei suoi più grandi sogni, recitare al fianco di Vittorio Gassman. Con lui ha recitato nell’Otello e poi nel Macbeth. Ai lavori con le grandi compagnie nazionali, alternava le sue produzioni e soprattutto i suoi laboratori teatrali. Sulle tavole del San Genesio, Sandro e Regina hanno insegnato e fatto amare il teatro a tanti, tantissimi ragazzi. Molti dei quali oggi hanno seguito le loro orme. Da Gaetano Stella a Claudio Lardo, da Alfonso Andria ai figli Anna e Roberto che portano avanti le tradizioni dei loro genitori, e tanti, tantissimi altri ancora. Fino al 2010, quando, non per scelta di Sandro e Regina, il Teatro San Genesio è stato, purtroppo costretto alla chiusura.

Il cordoglio del sindaco Vincenzo Napoli e della consigliera Antonia Willburger

“La Civica Amministrazione esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Alessandro Nisivoccia. La nostra comunità rende omaggio ad un uomo e ad un artista che ha dato un grande contributo alla crescita culturale e civile di Salerno. Insieme all’amatissima Regina Senatore, Nisivoccia è stato protagonista della scena artistica. È stato un autore geniale, un interprete mirabile, un maestro per intere generazioni di artisti, un riferimento per gli spettatori. Addio carissimo Sandro, non ti dimenticheremo”. E’ questo il messaggio di cordoglio che il sindaco Vincenzo Napoli, ha postato ieri sera, appena appresa la notizia della dipartita di Sandro Nisivoccia. E come il primo cittadino, anche la consigliera comunale, Antonia Willburger ex assessore alla cultura, ha voluto ricordare il grande attore salernitano, con un suo personale post sui suoi canali social. “Il mondo della cultura e del teatro a Salerno piange la perdita di un suo grande attore, figura storica del mondo dello spettacolo, che ha dato un grande contributo alla formazione di tanti attori salernitani, da Teresa De Sio, Jari Gugliucci e a tanti giovani a cui ha trasmesso passione e professionalità. In qualità di assessore alla cultura uscente, esprimo profondo cordoglio per la sua scomparsa e saluto affettuosamente i suoi cari figli ai quali lascia una grande eredità artistica”.

“Esattamente 50 anni fa arrivai al Sipario da te. Oggi te ne sei andato. Fra il mio arrivo e la tua partenza c’è la mia vita professionale. E la devo tutta a te caro Sandro (e a Regina!) Grazie di tutto Maestro” è il commento dell’attore e regista Gaetano Stella. Ma i messaggi di cordoglio sono stati davvero tanti e tanti ancora arriveranno nelle prossime ore, perchè Alessandro Nisivoccia, non era solo un grande attore, era un amico, una persona buona, che voleva bene a tutti e tutti gli volevano bene.

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