Accorpamento: «Ci arriverà addosso l’inefficienza di Napoli»

Scritto da , 12 aprile 2014

Repliche e consensi attorno alla recente proposta del governo che ha come protagonista il porto salernitano, al centro il mese prossimo di una probabile riforma portuale statale. L’iniziativa –resa pubblica dal ministro delle infrastrutture Maurizio Lupi,sotto la spinta del premier Matteo Renzi – prevede infatti l’accorpamento dell’Autorità portuale di Napoli e Salerno. La struttura salernitana dovrebbe quindi essere assorbita da quella partenopea; una novità che a quanto pare sarebbe necessaria per adeguare il nostro paese alla modernità e che non dovrebbe fare altro che produrre benefici. “Lavorare insieme, con una governance condivisa”-così il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro ha espresso il suo sì a favore del decreto, che a suo parere non ha nulla a che fare con il ridimensionamento.“Nessuno pensa di spostare un porto o di ridurre la sua capacità – dice – anzi questo serve per avere una visione internazionale e per lavorare insieme. Io più di altri ci credo e difendo questa realtà salernitana. Lo abbiamo fatto individuando risorse e costruendo percorsi. Erano anni che si aspettava. Stiamo facendo con l’autorità portale un ottimo lavoro”. In questo modo secondo Caldoro si potrebbe meglio difendere e potenziare entrambi i porti regionali. Di gran lunga più diffuse le repliche del mondo economico-imprenditoriale salernitano che valutano dannosa quest’ipotesi per la tenuta del sistema produttivo creatosi nel tempo intorno allo scalo marittimo di Salerno. Un rischio insomma per l’economia e l’industria della provincia messe negli ultimi anni già a durissima prova. Si discorda dal possibile decreto lo stesso primo cittadino, Vincenzo De Luca, che senza remore l’ha definito “una grande stupidaggine” più che altro propagandistica e scollegata dalla realtà. “Così non si risparmia assolutamente niente: il problema è coordinare le politiche delle diverse autorità portuali, ma è inimmaginabile risparmiare accorpando le due autorità che in ogni caso necessiterebbero di relativo personale addetto”. Un no per il presunto risparmio e uno ancora più forte per l’eventuale colpo che condannerebbe a morte uno scalo che dà risultati straordinari: “Il nostro è uno dei porti più dinamici ed efficienti d’Europa. Bisogna fare una battaglia per imporre il buon senso a chi fa queste operazioni cervellotiche”- ha concluso con veemenza De Luca palesando il suo dissenso. Assurdo insomma sembrerebbe accorpare due realtà completamente diverse seppure non così tanto distanti anche per le stesse Autorità Portuali che con la loro reazione allargano il coro dei no: “Con l’attuazione di questa misura rischieremmo di vederci scaricata addosso l’inefficienza dell’autorità portuale di Napoli che per ragioni politiche interne al Pdl, da un anno è senza presidente”. Terribile l’idea per l’Ente di dipendere da quello partenopeo, che avrebbe a suo parere anche dinamiche organizzative meno efficienti. “Il grande progetto ipotizzato dalla Regione, aldilà delle stupidaggini che raccontano alcuni esponenti di Forza Italia, è totalmente paralizzato. Immaginare che la palude napoletana avvolga anche il nostro porto significherebbe condannare una realtà che sta lavorando con grande impegno e sta producendo risultati eccellenti”. Un decreto che sarebbe oggetto di numerose polemiche e viste le reazioni non permetterebbe tra l’altro di affrontare la possibile unione con serenità.

Maria Rainone

Consiglia