Abusi edilizi, ecco la sanatoria

Scritto da , 28 luglio 2014

di Andrea Pellegrino

Se non è un vero e proprio condono poco ci manca. Le modifiche alla legge regionale numero 10 del 18 novembre 2004 sono sostanziali e aprono i termini e le modalità per sanare abusi edilizi commessi su aree non sottoposte ad inedificabilità assoluta. L’emendamento che porta la firma del consigliere regionale cavese di Forza Italia Giovanni Baldi ha ottenuto già il disco verde dalla commissione bilancio del consiglio regionale ed in questa settimana (nelle tre sedute di consiglio regionale) approderà in aula per l’eventuale via libera definitivo. Il problema abusivismo edilizio rischia sempre più di diventare una vera a propria emergenza regionale. Nella sola Cava de’ Tirreni sono centinaia le abitazioni che dovrebbero andare giù da qui a poco. Ma con molta probabilità – per effetto dei provvedimenti in via di adozione – l’emergenza potrebbe rientrare al più presto. In pratica, le proposte di Giovanni Baldi riguardano la modifica dell’articolo 9 della legge regionale numero 10 del 2004. Sostanzialmente si aumenta il periodo a disposizione dei comuni per esaminare le pratiche di sanatoria: dal 31 dicembre 2006 si passa al 31 dicembre del 2015. Ancora, viene specificato che per le disposizioni riguardo all’accesso al condono non si applicano sono per le costruzioni che ricadano in zone sottoposte a vincoli, qualora quest’ultimi comportino l’inedificabilità assoluta e siano stati imposti prima dell’esecuzione delle opere stesse. Insomma, se approvata la norma, sarebbero condonabili le opere edilizie realizzate in zone sottoposte a vincolo paesaggistico. Ciò consentirebbe di salvaguardare migliaia di abitazioni a rischio abbattimento in Regione Campania, su cui insistono, per gran parte, già provvedimenti giudiziari. «Finalmente i cittadini della Campania – ha detto Giovanni Baldi – potranno avere lo stesso trattamento dei cittadini di altre regioni attraverso procedure semplificate nei casi in cui ci sia la conformità alla legge per regolare abusi di necessità, e i Comuni potranno contare su importanti risorse».

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