Abusi alla materna Gnomi e Folletti Cala il sipario per la prescrizione

Scritto da , 16 novembre 2018
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di Redazione Cronache

Assoluzione per il reato di estorsione e per il resto entra in ballo la prescrizione. Termina così il lunghissimo processo che ha riguardato Teodoro Loffredo e la moglie Filomena Labanca, difesi dall’avvocato Cacciatore, per i presunti maltrattamenti subiti dai bambini della scuola materna privata “Gnomi e Folletti” di via Garigliano a Battipaglia. Processo cominciato ad Eboli dopo il rinvio a giudizio sancito nel 2007 dal Gup e poi trasferito nel 2011 a Salerno, Nel procedimento contro i coniugi Loffredo si sono costituite tra l’altro parte civile 5 famiglie dei bambini della “Gnomi e Folletti” che avrebbero subito i presunti maltrattamenti e 2 ufficiali di polizia giudiziaria, che sarebbero stati ingiuriati da Teodoro Loffredo e dalla consorte Filomena Labanca durante il corso delle indagini. La vicenda prende l’avvio agli inizi del mese di giugno del 2005. Secondo la denuncia di una insegnante, Tiziana Nicolino, nella scuola materna privata. I bambini sarebbero stati maltrattati per punizione e rinchiusi nel bagno, e lei stessa sarebbe stata malmenata al punto da dover ricorrere alle cure ospedaliere «per aver chiesto al Loffredo il pagamento di spettanze arretrate». Dopo la denuncia della Nicolino, il gip Emma Conforti emise un ordine di custodia cautelare in carcere per Teodoro Loffredo, responsabile del settore pubblica istruzione del Comune, ma per la Procura della Repubblica di Salerno, gestore di fatto dell’asilo insieme alla moglie Filomena Labanca, indagata nell’ambito della stessa inchiesta. A loro volta i coniugi Loffredo denuncia per calunnia nei confronti della Nicolino e anche di un poliziotto del locale commissariato per omissione nei verbali degli interrogatori dei genitori dei bambini che frequentano la scuola materna. Una inchiesta complessa, intricata, delicatissima per vicende che coinvolsero bambini in tenera età. La prescrizione era stata chiesta dallo stesso Pm durante l’udienza di settembre, ieri la decisione

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