Abusava dei figli, condannato a 13 anni

Scritto da , 15 Dicembre 2016
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di Pina Ferro

MONTECORVINO ROVELLA. E’ stato condannato a 13 anni di carcere P.Z., accusato di avere abusato dei figli e di aver consentito ad altri due uomini di aver violentato i bimbi in cambio di esigue somme di denaro, costringendoli anche ad atti sessuali tra loro. E’ di 12 anni e 6 mesi la pena inflitta alla moglie M.B. rea di essere a conoscenza di tutto e di non essere intervenuta per mettere la parola fine alla squallida vicenda. Condannati a dieci anni R.L e P.P.M. i due uomini che hanno violentato i ragazzini (due maschietti ed una femminuccia).

La sentenza è stata emessa nel tardo pomeriggio di ieri dai giudici della terza sezione penale del Tribunale di Salerno. Vi è stato uno sconto di pena da parte del collegio giudicante per il papà orco, infatti il pubblico ministero Roberto Penna aveva chiesto 15anni per P.Z..
Accolte in pieno, invece, le richieste per la moglie dell’uomo ed i due uomini che pagavano per partecipare ai giochi erotici.
La pubblica accusa aveva chiesto una pena per il padre orcio in considerazione anche del fatto che P.Z. a suo tempo, aveva picchiato la moglie in attesa di uno dei bambini, causando gravi traumi fisici al nascituro. Da questa accusa l’uomo è stato assolto.
Tutte le violenze si sono consumate nell’appartamento di Montecorvino Rovella dove P.Z. e M.B. vivevano con i figlioletti.
I fatti risalgono al 2011 quando i bambini avevano tra i cinque e i tredici anni. Ma il clima di violenza, con soprusi e percosse per un nonnulla, sarebbe iniziato molto prima. Agghiacciante il racconto dei ragazzini di un episodio di stupro e quello dell’incesto, quando fratello e sorella sarebbero stati costretti ad assecondare i desideri degli uomini, tutti tra i cinquanta e i sessant’anni. Ai giudici della terza sezione penale lo ha ricostruito in aula l’assistente sociale che ha seguito uno dei bimbi dopo l’accoglienza in una casa famiglia. «Il bambino mi ha mimato il rapporto – ha spiegato la teste – ha detto che stavano sul divano, lei si sdraiava, poi lui si metteva sopra».
Una vicenda che quando venne portata alla luce creò non poco scalpore a Montecorvino Rovella dove la famiglia vive.

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