Aborti facili, peculato e falso: l’Asl sarà parte civile nel processo a carico di Torsiello

Scritto da , 26 gennaio 2017

Pina Ferro

L’azienda sanitaria  locale Salerno si costituirà parte civile nel procedimento penale a carico del ginecologo Bruno Torsiello e dell’infermiera Rosa Vomero. L’Asl ha già dato mandato al responsabile affari legali di predisporre il necessario per la costituzione nella prossima udienza in programma a Marza presso il tribunale di Lagonegro. Il ginecologo Torsiello e l’assistente Rosa Vomero sono stati iscritti, nello scorso mese di aprile, nel registro degli indagati con l’accusa di interruzioni di gravidanza fuorilegge, peculato e falso in atto pubblico. Secondo le indagini svolte dalla Guardia di Finanza di Sapri, il medico avrebbe approfittato dello stato di bisogno di donne che avevano necessità di interrompere rapidamente la gravidanza. Tra le donne che si erano rivolte al medico anche una che voleva abortire per non compromettere la sua forma fisica. In 45 giorni di intercettazioni audio-video nello studio del medico  i finanzieri avrebbero accertato che il ginecologo consentiva aborti prima dei 7 giorni di riflessione imposti dalla legge, che vanno dalla data della visita medica che deve accertare la gravidanza fino a quando è possibile recarsi in ospedale per l’intervento. Il medico, inoltre, per agevolare le pazienti, avrebbe redatto falsi certificati finiti sotto la lente degli inquirenti. Il ginecologo salernitano autorizzato a svolgere l’intramoenia avrebbe incassato il denaro da parte dei pazienti in nero, sottraendolo alle casse pubbliche in quanto dipendente dell’Asl ed in servizio presso il locale ospedale.

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