«Abbiamo risollevato il destino della Provincia»

Scritto da , 22 febbraio 2014

Nel giorno delle primarie di fratelli d’Italia abbiamo parlato con il presidente della provincia di Salerno Antonio Iannone, candidato a grande elettore del partito in vista del congresso nazionale di Fiuggi.

Presidente Iannone, volge al termine il suo mandato alla guida della Provincia di Salerno. Che bilancio traccia di questi mesi alla guida di Palazzo Sant’Agostino?


Molto positivo. Innanzitutto abbiamo provveduto ad indirizzare la macchina burocratica dell’Ente verso le vere priorità. La prima missione, che non esito a definire epocale, è stata il risanamento finanziario. Abbiamo ereditato una situazione disastrosa e, nonostante ciò, siamo riusciti a conseguire risultati importanti. In cinque anni abbiamo pagato oltre 35 milioni di debiti provenienti dalle precedenti amministrazioni. Questa situazione ha naturalmente comportato una grave mutilazione dell’azione politica, situazione resa ancora più grave dai continui tagli dai Governi Monti e Letta. Basti pensare che rispetto al 2010 sono stati tagliati oltre 90 milioni di euro. Abbiamo, però, effettuato importanti azioni in ogni settore,  guardando soprattutto a rendere efficiente ed efficace l’azione amministrativa. Tengo a sottolineare, a mo’ di significativi esempi, che la Provincia di Salerno è stata la prima in Campania ad approvare il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, ed ha attuato il Protocollo elettronico per garantire un’altissima trasparenza amministrativa. Nel 2009, con la gestione di centrosinistra, la Provincia aveva sforato il Patto di Stabilità, nonostante beneficiasse di ingenti trasferimenti statali. Oggi, con la gestione di centrodestra siamo rientrati nel Patto di Stabilità, nonostante i feroci tagli del Governo centrale.

 

Quali i risultati più significativi raggiunti?

L’Amministrazione di centrodestra, prima con l’onorevole Edmondo Cirielli e poi sotto la mia guida, ha lavorato affinché la Provincia riconquistasse un ruolo centrale nella vita politico-amministrativa locale, regionale e nazionale. Lo confermano gli oltre 800 milioni di euro di finanziamenti strategici intercettati per la realizzazione di opere pubbliche fondamentali per la crescita della nostra comunità territoriale. Penso, per esempio, al Grande progetto per gli interventi di difesa e ripascimento del litorale di Salerno, a quello relativo al risanamento dei corpi idrici superficiali della provincia, al Porto di Salerno, nonché quello di Salerno Porta Ovest. Abbiamo lavorato e continueremo a farlo per il rilancio definitivo dell’Aeroporto di Salerno e speriamo di avviare i lavori per il termovalorizzatore. A tal proposito, vorrei ricordare il nostro impegno per l’ambiente:  la nostra provincia è al 5° posto in Italia con circa il 70% di raccolta differenziata media nei 158 comuni che la compongono. Abbiamo, poi, completato lo Stir di Battipaglia con un sistema di biostabilizzazione, il primo in Campania, che consentirà un risparmio di 1.700.000,00 euro all’anno. Nel settore cultura, abbiamo riaperto un gioiello, il Museo Archeologico Provinciale, restituendo alla provincia di Salerno un pezzo importante di storia.

 

In tema di trasparenza, la Provincia ha firmato l’accordo per la Stazione Unica Appaltante per gli appalti superiori ai 200 mila euro e per le forniture superiori ai 130 mila euro.

 

Non eravamo tenuti, dato che è obbligatorio solo per i Comuni al di sotto dei 5 mila abitanti, ma siamo stati lieti di farne parte perché a noi non interessa chi vince gli appalti ma che le opere vengano portate a termine. Grandi risultati sono stati conseguiti anche nella promozione del nostro territorio provinciale che ha innumerevoli ricchezze, molto spesso dimenticate. Adesso la nostra Provincia rappresenta il racconto diverso della Campania. Abbiamo creato l’Enoteca provinciale che raccoglie le eccellenze del vino prodotto nella nostra provincia. I vini salernitani, negli ultimi anni, hanno avuto molti riconoscimenti internazionali ed è anche un po’ merito nostro. Stiamo lavorando per fondare il consorzio Olio del Sole.

 

Sul fronte del diritto allo studio, delle infrastrutture, dello sport e dell’edilizia scolastica c’è stato un impegno forte.

Continuiamo ad investire più di 1 milione di euro l’anno per aiutare gli studenti diversamente abili e per garantire borse di studio ai più meritevoli. Nello sport abbiamo, insieme con il Coni, ideato e realizzato i Giochi della Provincia di Salerno: un’esperienza che ha unito tantissimi giovani della nostra provincia. Anche nelle infrastrutture abbiamo fatto tanto. Basti pensare alla realizzazione del nuovo svincolo sulla tangenziale di Salerno, alla viabilità alternativa alla Strada Statale 18 nell’agro-nocerino-sarnese e al completamento dell’Aversana. Adesso è possibile andare da Salerno a Capaccio in poco più di 10 minuti, ma abbiamo anche provveduto al bando del termovalorizzatore in soli tre mesi (altri vi avevano impiegato 2 anni). Adesso ci sono i ricorsi amministrativi, ma per quelli la Provincia non ha colpe. Nelle scuole abbiamo trovato una situazione disastrosa: abbiamo messo in sicurezza molti edifici e continuiamo a farlo, abbiamo anche avviato le cosiddette Cittadelle della Scuola a Cava, Sarno, Mercato San Severino ed Agropoli. Sono moderne strutture dotate anche di spazi per attività sportive che diventeranno, quindi, pure luoghi di aggregazione giovanile. Per quanto riguarda proprio le politiche giovanili, abbiamo vinto per tre anni consecutivi il bando Province Giovani, ed è un record dato che nessuna provincia ci è riuscita. Abbiamo anche vinto un bando di circa 5 milioni di euro per l’ammodernamento dei Centri per l’Impiego. Vorrei ricordare, poi, la vicinanza della Provincia alle attività produttive. Siamo tra gli enti che pagano più velocemente i debiti verso le aziende, nel 2013 abbiamo pagato circa 26 milioni di euro, sfruttando al massimo il decreto per il pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione. Naturalmente, il Governo centrale dovrebbe fare ancora molto per sburocratizzare ed allentare il Patto di Stabilità. Molte imprese, per colpa delle stringenti norme, rischiano di fallire pur avendo più crediti da riscuotere che debiti da pagare.   

 

Negli ultimi due anni le Province sono state sostanzialmente delegittimate. E ancora resta sconosciuto il loro destino, insieme con quello dei loro dipendenti. Lei si è battuto senza remore a difesa dell’Istituzione provinciale. Quali le prospettive?

 

I Governi Monti e Letta sono stati capaci di mettere a punto un vero capolavoro. Le Province non verranno né abolite, né commissariate. E’ stato fatto soltanto un pasticcio che getterà nel caos i territori. Se la legge rimanesse quella approvata in prima lettura, infatti, le Province diventeranno un ente di secondo livello non rappresentativo perché i suoi organi non verranno eletti dai cittadini, ma da un’assemblea di sindaci e consiglieri comunali che eleggeranno i rappresentanti provinciali. Il risparmio che si verrebbe a creare sarebbe minimo solo per i compensi degli amministratori. Si parla, nel caso della nostra Provincia, solo dello 0.013%. Infatti,  su 2 miliardi circa di bilancio si risparmierebbero solo 750 mila euro per 36 consiglieri, 12 assessori ed un presidente.

 

La situazione politica nazionale. Fratelli d’Italia non ha appoggiato il Governo Letta e sarà all’opposizione anche con l’Esecutivo guidato da Matteo Renzi.

 

Siamo convinti, purtroppo, che questo Governo non darà le risposte necessarie al Paese. Un anno fa Fratelli d’Italia ha preso un impegno preciso, ovvero di non stare mai con la sinistra, ma sempre dalla parte degli Italiani. Ad ogni modo, Fratelli d’Italia svolgerà un’opposizione responsabile e valuterà i singoli provvedimenti. Le modalità del cambio Letta-Renzi, comunque, confermano che i poteri forti determinano gli eventi. Penso al tam tam di Confindustria delle ultime settimane. Da salvatore della patria, Letta è passato ad essere un brocco politico che stava sbagliando tutte le scelte.

 

Qual è il suo giudizio su Renzi?

 

Renzi non è il volto buono della sinistra, ma la proiezione mediatica del finto rinnovamento in cui i contenuti sono assolutamente inesistenti. Perché dopo mesi di primarie e di slogan, nessun italiano sa dire qual è il sale della ricetta Renzi. Vengono poste al centro del programma le riforme, ma voglio ricordare che non c’è stato nessun Governo che al termine della sua esperienza le abbia realizzate. Tutti vogliono le riforme, ma nessuno le realizza. Lo dimostra la storia degli ultimi venti anni.

 

Il 22 e il 23 febbraio Fratelli d’Italia svolgerà le sue primarie.
Fratelli d’Italia è il primo partito di centrodestra che svolgerà questa esperienza. Il 22 e il 23 febbraio gli iscritti e i cittadini saranno chiamati a scegliere i Grandi elettori che conclameranno la leadership di Giorgia Meloni a livello nazionale e il simbolo che il partito adotterà alle prossime Amministrative ed Europee. Con la stessa scheda, inoltre, sarà possibile partecipare alle cosiddette “Primarie delle Idee”. Si potrà esprimere la propria opinione su temi di attualità e sensibilità politica del centrodestra. Un momento di mobilitazione che in provincia di Salerno stiamo promuovendo in maniera capillare e che vede l’impegno attivo degli eletti, dei dirigenti e dei militanti di partito, con l’orgoglio di portare al Congresso nazionale in programma l’8 e il 9 marzo a Fiuggi la provincia più rappresentata e rappresentativa in termini di delegati. Anch’io ho voluto candidarmi e scendere in campo in prima persona per sostenere al meglio la partecipazione e l’affermazione di Giorgia Meloni. Sono certo che Salerno, con la leadership dell’onorevole Edmondo Cirielli, sarà anche in questa occasione la locomotiva del partito a livello nazionale.

 

 

Nei prossimi mesi, i cittadini saranno chiamati a rinnovare il Parlamento europeo. Quale sarà la proposta di Fratelli d’Italia?

Questa tornata elettorale assumerà un significato diverso rispetto alle altre esperienze che hanno riguardato il rinnovo del Parlamento europeo. Oggi gli italiani sono molto più consapevoli del ruolo e dell’incidenza dell’Europa sulle dinamiche di sviluppo sociale ed economico della nostra Nazione. Abbiamo bisogno, però, di rappresentanti degni della missione della politica, che non si rechino al Parlamento europeo per fare scampagnate, ma che abbiano il coraggio di incidere e di portare le varie istanze del nostro Paese che allo stato attuale non viene valorizzato dall’Unione europea. Anzi viene solo penalizzato. Agricoltura, turismo e lavoro sono partite che dobbiamo giocare in Europa se veramente vogliamo il rilancio del Sud, dando opportunità a famiglie, imprese ed enti locali.

 

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